21 settembre 2019
Aggiornato 02:30

Renzi come Prandelli

«Togliere Renzi dalla guida del governo prima che spiaccichi l'Italia contro il muro dei suoi fiaschi riformistici per finta». Lo scrive «Il Mattinale», la nota politica redatta dallo staff del gruppo Forza Italia della Camera.

ROMA - «Non ce l'abbiamo con Prandelli. Temiamo che la parabola infelice dell'ex allenatore della Fiorentina anticipi il destino sciagurato dell'ex sindaco fiorentino. Per dichiarare fallimento, dimettersi e abbandonare l'Italia, Prandelli ha aspettato che l'Italia si schiantasse. Ecco, questo ci preme: togliere Renzi dalla guida del governo prima che spiaccichi l'Italia contro il muro dei suoi fiaschi riformistici per finta». Lo scrive «Il Mattinale», la nota politica redatta dallo staff del gruppo Forza Italia della Camera.

Riforme, progetto, codice etico
«L'annuncio di una 'svolta' - è scritto - ha caratterizzato sin dagli inizi Prandelli. Riforme, progetto, codice etico. Sono tutte formule che non si capisce se sono state inventate da Renzi o da Prandelli, ma i due sono interscambiabili. La svolta prandelliana è stata quella di rinunciare al gioco italico e contropiedista, salvo poi svoltare la svolta, per paura. Applicare il codice etico a Destro, interpretarlo quando riguardava Chiellini. Fino all'ultimo tocco vigliacchetto: assumersi 'tutte le responsabilità', ma poi dare la colpa a un ragazzo di 23 anni, su cui scaricare vigliaccamente il peso della sconfitta nel momento più duro fingendosi vittima (Prandelli). Così Renzi».

Mille giorni per il Presidenzialismo
«Proclama - viene affermato ancora da Renzi - di voler uscire dai rigidi vincoli fissati dai Trattati, ma per farlo ha bisogno della benedizione dei tedeschi, che ci hanno ridotto sul lastrico. Rivendica l'onor di patria e poi rifiuta di cercare verità sul complotto per non innervosire la Merkel. Dice 'fare presto' e poi rimanda a mille giorni i tempi delle riforme urgenti. Renzi invoca la riforma costituzionale per avvicinare il popolo al Palazzo della Politica, e poi trasforma il Senato da doppione nobile un po' polveroso della Camera in un doppione dopolavoristico dei consigli regionali e dei sindaci. E magari vorrebbe il premier Renzi che noi dessimo il consenso sulla base dell'accordo del Nazareno. Un momento. Tutto questo non era scritto. Se questi mille giorni di futura legislatura devono essere il tempo di un nuovo modello di Stato, allora noi diciamo: o elezione diretta del Presidente della Repubblica, o non se ne parla. Renzi dice del presidenzialismo: 'è prematuro, intempestivo'».

Voteremo solo «buone riforme»
«E allora - ha concluso il Mattinale del gruppo Fi - quando? Dopo i mille giorni, scombinando tutto? Non esiste, è una presa in giro. Ha ragione Berlusconi a precisare che voteremo le riforme se sono buone riforme: le svolte riformiste per portare la Nazionale italiana al disastro le abbiamo già viste».