24 giugno 2019
Aggiornato 17:30
Conti pubblici

Padoan: il governo rivedrà il Patto Stabilità interno

Il ministro dell'Economia annuncia: «Va rivisto per rendere più efficiente l'interazione tra governo, enti locali e Regioni. In questa settimana cominceremo ad ascoltare i risultati dei gruppi di lavoro interni»

LUSSEMBURGO - Il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, ha affermato oggi a Lussemburgo che il Patto di Stabilità interno «va rivisto», e che la modifica del meccanismo è nell'agenda del governo. «Il problema del Patto di Stabilità interno è nell'agenda del governo; in questa settimana cominceremo ad ascoltare i risultati dei gruppi di lavoro interni», ha osservato Padoan a margine della riunione dell'Eurogruppo, rispondendo ai cronisti.

LA PROCEDURA VOLUTA DA TAJANI - La questione era stata sollevata ieri dal commissario Ue all'Industria, Antonio Tajani, secondo il quale sarebbero «illegittime» le sanzioni previste contro gli amministratori locali che, per effettuare i pagamenti dovuti alle imprese, «sforano» i limiti imposti dal Patto. Tajani ne aveva parlato contestualmente all'apertura di una procedura della Commissione contro l'Italia per violazione dei ritardi di pagamento delle P.A.

RIVEDERE PATTO STABILITÀ - «E' un problema che non emerge solo con la questione dei ritardi dei pagamenti, questo è un meccanismo - ha sottolineato il ministro - che va rivisto per rendere più efficiente l'interazione tra governo, enti locali e Regioni» ha osservato Padoan a margine della riunione dell'Eurogruppo. Il ministro dell'Economia, ha detto che il governo «risponde con i fatti» ai rilievi della Commissione europea contro l'Italia per il mancato rispetto della direttiva, in vigore dal 2013, sui ritardi dei pagamenti da parte delle Pubbliche Amministrazioni alle imprese.

RISPOSTE IN NUOVO DL - Alla procedura d'infrazione che Bruxelles ha avviato ieri, «io rispondo innanzitutto con i fatti», ha osservato Padoan a margine della riunione dell'Eurogruppo. E ha aggiunto: «Ricordo che soltanto con il precedente governo, e molto di più anche con questo, si è cominciato ad aggredire un problema che c'era da molto tempo. Le misure adottate dal precedente governo stanno dando i frutti, le misure adottate da questo governo - ha sottolineato - accelereranno di molto i risultati per via del nuovo ammontare di risorse, per i meccanismi di garanzia, per l'aggancio all'introduzione della fatturazione elettronica e per il fatto che le informazioni adesso saranno ancora più dettagliate», con il nuovo decreto legge sulla certificazione dei ritardi dei pagamenti. Il ministro ha osservato che, comunque, «c'è una notevole dispersione se si va a livello di governo locale di pagamento dei debiti: ci sono comuni che pagano in 15 giorni, altri che pagano in più di tre mesi, ma stiamo lavorando anche per risolvere questa dispersione», ha concluso.