30 marzo 2020
Aggiornato 13:00
Grillo scrive ai Verdi

Claudio Messora sconfessa il Meetup di Bruxelles

Per il leader della comunicazione del 5 Stelle finora ad essere stoppati e snobbati sono stati proprio i tentativi di dialogo del Movimento. Intanto Grillo manda un invito ufficiale a Vula Tsetsi

ROMA - «Né il Meetup di Bruxelles né alcun altro soggetto diverso da Beppe Grillo ha titolo o mandato per intavolare alcuna trattativa, a qualunque livello, con partiti e gruppi politici presso l'istituzione del Parlamento Europeo», lo scrive Claudio Messora sul blog di Beppe Grillo dopo che un gruppo di militanti a Bruxelles del Movimento 5Stelle (hanno avuto l’autorizzazione ad usare il logo di Grillo) hanno fatto sapere (anche tramite il DiariodelWeb.it) di avere intavolato contatti con i Verdi europei.

Le parole di Claudio Messora, leader della comunicazione del Movimento, non lasciano spazio ad interpretazione e suonano come un avvertimento per i grillini di Bruxelles, considerati evidentemente un po’ troppo disinvolti per le consuetudini della Casaleggio Associati.

Ma la partita con i Verdi sul blog di Beppe Grillo non si è esaurita nella strigliata all’indirizzo dei grillini fuori dai confini. Lo stesso Messora ha infatti tenuto a ricostruire i tentativi fatti dai 5Stelle per avere dei contatti preliminari con i Verdi. Tentativi che, secondo la versione del comunicatore ufficiale di Casaleggio, avrebbero finora sbattuto contro un muro di indifferenza e di noncuranza dei Verdi, fino alla maleducazione, non solo istituzionale.

«Appena c’è stata la sola possibilità che il MoVimento 5 Stelle, con i suoi 17 eurodeputati freschi freschi di nomina, potesse essere interessato ad intavolare una trattativa con l’EDF (il Gruppo dove risiede lo Ukip), il suo segretario generale Emmanuel Bordez ha preso un aereo il giorno stesso e si è scapicollato a Milano, superando impavido le melmose paludi di giornalisti accampati davanti alla sede della Casaleggio Associati. Il resto lo sappiamo: Grillo vola a Bruxelles, incontra Nigel Farage, chiacchierano e si fanno un’idea reciproca. Ma vediamo - contin ua Messora- come è andata invece davvero con il Gruppo dei Verdi al Parlamento Europeo: venerdì 14 maggio (molto prima dell’approccio con l’Edf) ci si mette in contatto con Vula Tsetsi, segretario generale dei Verdi e omologo di Bordez. Viene chiesto un incontro per una chiacchierata informale, esplorativa. Si attende di essere richiamati, come d’accordo, ma non arriva risposta alcuna. Così si fa passare un altro po’ di tempo e ci si riprova. La si chiama un’altra volta. Questa volta è sul TGV: va in Francia per le elezioni. Le viene chiesto nuovamente un preliminary talk, ma risponde che «adesso ci sono le elezioni, dai ne parliamo dopo». Nessuno è mai stato ricontattato» . Secondo Messora, quindi non c’è stata nessuna preclusione di Grillo e Casaleggio ad avviare un dialogo in chiave europea con i Verdi, semmai è vero il contrario.

E’ come al solito la disinformazione della stampa italiana, sostiene Messora, che ha impostato la questione in modo del tutto diverso da come sono andate realmente le cose. «"C’è una parte dei media, tra cui si annovera il Fatto Quotidiano, che lavora infaticabilmente per ingenerare la malsana idea che il MoVimento 5 Stelle non solo non voglia l’accordo con i Verdi Europei, ma che insista nel non contattarli neppure, quasi fosse un bambino capriccioso, perché vuole spingere solo sul negoziato con Nigel Farage», specifica l’esponente del 5Stelle.

La ricostruzione del mancato dialogo fra Grillo e i Verdi è meticolosa e circostanziata. Scrive Messora: Ma non basta, nel frattempo escono ad arte le dichiarazioni dei Verdi tedeschi che dicono esplicitamente di non volere avere nulla a che fare con noi, così come quelle di Monica Frassoni, co-presidente del Partito Verde Europeo, che non sono esattamente a favore di un accordo con il MoVimento 5 Stelle. Ma i media insistono che il problema è che Grillo non vuole fare l’accordo con i Verdi, e non il contrario.
Allora, il 31 maggio, tanto per sollecitare un po’, si contatta un Advisor del Gruppo Verde al parlamento Europeo (di cui si omette volontariamente il nome per non metterlo in imbarazzo) che due giorni prima sembrava volesse intercedere personalmente, facendosi tramite di un supposto interesse reale di José Bové, candidato con i Green Italia – Verdi Europei nientemeno che alla presidenza della Commissione Europea insieme a Ska Keller. Gli si scrive: «Xxxxx, ma José Bove ha chiamato Grillo?». Risposta (era sabato): «Tutto fermo fino a lunedì. Week end lungo in Francia». Che non sembra esattamente il tenore di una risposta politica di un grande Gruppo europeo che ha urgenza di aprire un tavolo di trattative con una delegazione italiana per battere gli avversari sul tempo ad ogni costo. Si rilancia, aggiunge Messora: «Digli che se vuole aprire un negoziato, è inutile fare la battaglia dei comunicati stampa: Grillo aspetta una sua telefonata. Se chiama avrà il numero.». Risposta: «Ok, ma fino a lunedì non lo sento». «Ok. Aspettiamo». E aggiunge per email: «Stiamo cercando Josè Bovè ma sta passando qualche giorno di relax post-elettorale sulla sua barca in giro per il Mediterraneo. Non so se e quando i suoi più stretti collaboratori riusciranno a rintracciarlo.» E conclude: «Se hai bisogno di contatti formali puoi rivolgerti alla segretaria generale del gruppo Vula Tsetsi.». Quella stessa Vula Tsetsi che rimbalza il MoVimento 5 Stelle dal 14 maggio? «Ma è meraviglioso», concude Messora.

Insomma, secondo questa versione, sono i Verdi europei finora ad avere fatto orecchie da mercante, o addirittura ad avere mandato messaggi ostili.

Qualcuno ha ancora dubbi sulla volontà di Grillo di sedersi a trattare con i Verdi? E’ lo stesso Grillo a smentire i dubbiosi. Ha infatti pubblicato sul suo Blog un invito ufficiale al segretario Generale del Gruppo dei Verdi in cui ha scritto: «Gentile Dott.ssa Vula Tsetsi, il Movimento 5 Stelle sarebbe felice di incontrarla al più presto per discutere un'eventuale collaborazione in seno al gruppo dei Verdi».

Beppe Grillo ha poi allegato all’invito i 7 gruppi programmatici ai quali devono attenersi i 17 deputati europei, specificando inoltre che il Movimento «aspira a un'Europa dei valori vicina ai cittadini e basata sulla democrazia diretta».

Tanto per la cronaca fra i 7 punti ci sono gli Eurobond, l’eliminazione del pareggio di bilancio e del Fiscal Compact, nonché il referendum per la permanenza nell’euro. Infine Grillo ha concluso affermando di essere in attesa di un riscontro dei Verdi.

Basterà a ricucire un dialogo che finora si è svolto fra sordi? Per ora si registra solo un tentativo di Grenpeace di rinfocolare la polemica contro l’Ubik.

«Sarebbe ben strano, per persone che hanno a cuore l'ambiente, allearsi con Farage. Quelli che vanno con Farage sembrano solo interessati ad avere più fondi dal Parlamento e ad avere una piattaforma per fare discorsi d'intrattenimento, non per lavorare a soluzioni. Noi di certo con quelli di Farange non ci lavoriamo», ha spiegato in un comunicato, Jorgo Riss, direttore dell'Ufficio europeo di Greenpeace.

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