13 novembre 2019
Aggiornato 22:30
Ambiente

Concordia, tutelare l'ambiente

Gli ambientalisti - con una nota congiunta Legambiente, Greenpeace, Wwf Italia - criticano l'ipotesi che per lo smantellamento della nave Concordia, naufragata al Giglio, sia scelto un porto turco. Il Ministro dell'Ambiente: «Su questa vicenda sono molto determinato, la Concordia deve essere smantellata in Italia»

ROMA - Gli ambientalisti - con una nota congiunta Legambiente, Greenpeace, Wwf Italia - criticano l'ipotesi che per lo smantellamento della nave Concordia, naufragata al Giglio, sia scelto un porto turco: «Si adotti velocemente soluzione più idonea per l'ambiente e per l'Italia e non per Costa», commentano dopo le dichiarazioni rilasciate oggi dal capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli, in audizione alla Commissione Ambiente della Camera.

SERVE UN PORTO IDONEO - «Basta con il triste balletto dei porti cui abbiamo assistito nell'ultimo anno», sottolineano le associazioni, secondo cui per lo smaltimento della Concordia va scelto «un porto italiano idoneo e che questo drammatico incidente rappresenti l'occasione per dotare il nostro paese delle infrastrutture e del processo produttivo necessari allo smaltimento delle navi e mettere così fine alla prassi vergognosa di mandare i relitti dove i costi di mano d'opera e le normative sulla sicurezza sono inesistenti».
«Chiediamo al governo di indirizzare Costa nella giusta direzione, affinché la società opti per la soluzione più idonea. Il principio di questa scelta non può essere unicamente la convenienza economica, bensì quello del minor impatto ambientale».
Inoltre gli ambientalisti ricordano che «la vicenda Costa Concordia non si chiude con la rimozione del relitto, ma con il ripristino dello stato dei luoghi, la bonifica delle opere, la rimozione del cantiere e il risarcimento del danno ambientale come concordato nella Conferenza dei Servizi decisoria del 15 maggio 2012». Per questo le associazioni, insieme, chiedono alla Regione Toscana e al ministero dell'Ambiente di «tenere alta l'attenzione su queste questioni e in particolare sul risarcimento del danno ambientale», ad oggi - ricordano - valutato prudenzialmente da ISPRA in oltre 13 milioni di euro, «per tutto il tempo necessario dopo la rimozione del relitto».

GALLETTI: DEVE ESSERE SMANTELLATA IN ITALIA - «Su questa vicenda sono molto determinato, la Concordia deve essere smantellata in Italia. La tragedia è avvenuta nel nostro mare, abbiamo avuto vittime, danni ambientali ed economici. Ora è giusto che si chiuda il cerchio»: così il ministro dell'Ambiente, Gianluca Galletti, intervenuto a Effetto Giorno di Simone Spetia, su Radio24.
«Dallo smaltimento della Concordia devono nascere opportunità economiche e posti di lavoro nel nostro Paese. Non è possibile altra strada». E se i costi di smaltimento e rimozione sono a carico dell'azienda e degli assicuratori, «ci sono anche degli aspetti ambientali di cui dobbiamo tenere molto conto. Spostare una nave per un tragitto così lungo come quello per arrivare in Turchia è più rischioso che un tragitto più breve. La Costa è di proprietà della Carnival e ha il diritto di portarla dove vuole. Io ho il diritto di assicurare al nostro Paese che l'ambiente non venga di nuovo stuprato come nel caso della Costa Concordia. Loro devono darci tutta la documentazione tecnica e noi analizzeremo quella documentazione con tutta l'attenzione».
La data di partenza «dipende dalla velocità con cui la Carnival deciderà e ci farà avere tutta la documentazione relativa alla richiesta di autorizzazioni. Bisogna partire nel più breve tempo possibile. Avevamo promesso che l'avremmo portata via prima dell'estate, - e conclude Galletti - mi piacerebbe rispettare quella data».