18 giugno 2024
Aggiornato 01:00
Politica estera | Crisi marò

Marò: Tajani, a rischio libero scambio con l'India

Il vicepresidente della Commissione Europea: «Il presidente Barroso è stato molto chiaro quando ha detto che l'Europa è contro la pena di morte e imboccare quella strada provocherebbe reazioni da parte dell'Unione Europa. Per noi la tutela dei diritti umani è fondamentale»

RAGUSA - «Il presidente Barroso è stato molto chiaro quando ha detto che l'Europa è contro la pena di morte e imboccare quella strada provocherebbe reazioni da parte dell'Unione Europa. Per noi la tutela dei diritti umani è fondamentale. Scegliere anche solo la strada e l'imputazione che comporterebbe il rischio della pena di morte, comporterebbe delle reazioni. Pensiamo alla trattativa in corso per l'accordo con il libero scambio con l'India, che sarebbe inevitabilmente interrotta». A dirlo è stato il vicepresidente della Commissione Europea Antonio Tajani, parlando della situazione dei due marò detenuti in India con l'accusa di omicidio di un pescatore, parlando a margine del convegno nazionale della Piccola Industria di Confindustria, dal titolo «L'Italia riparte dal Sud: sistemi locali, manifattura e capitale sociale», in corso allo stabilimento della LBG Sicilia di Ragusa.
«Ci sono già situazioni tariffarie a favore dell'India - ha aggiunto Tajani -. Imboccare la strada della richiesta d'applicazione della legge antipirateria significherebbe spingere l'Unione Europea a modificare i rapporti in corso, e la trattativa sul libero scambio».

SOLDI UE NON SERVONO PER SAGRE E FESTE - «I soldi europei non devono servire per sagre, concerti o feste. Servono per fare crescere l'economia e vanno quindi concentrati su progetti industriali che permettano al territorio di fare un salto di qualità».

PITTELLA: BASTA SUBIRE - «Ha ragione il presidente Napolitano, l'India non può trattare l'Italia come fosse un Paese terrorista. Se Nuova Dehli continua a violare il diritto internazionale e i diritti umani, il nostro governo deve ricorrere all'Onu, internazionalizzando la crisi. Basta subire». Lo dichiara in una nota Gianni Pittella, vice presidente vicario del Parlamento europeo ed esponente Pd.