23 febbraio 2020
Aggiornato 20:30
Farnesina

Bonino: «L'Italia deve andare di corsa perché corre il mondo»

Il ministro degli Esteri: «Il nostro Paese deve trasmettere un ruolo da protagonista nel sistema globale. Il momento di risorse scarse, ci impone di scegliere le nostre priorità: Europa, rapporto transatlantico e con il nostro complesso vicinato balcanico, del Vicino Oriente e del Nord Africa»

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ROMA - Per il ministro degli Esteri, Emma Bonino, l'Italia è un «Paese in piedi, un paese in marcia, un Paese che si deve attrezzare ad andare di corsa».

ITALIA DEVE CORRERE - Durante il suo intervento alla X conferenza degli ambasciatori alla Farnesina, Bonino ha spiegato: «L'Italia deve andare di corsa perché corre il mondo, perché deve trasmettere il nostro ruolo di protagonisti del sistema globale. Consapevoli delle nostre potenzialità e dei nostri limiti». Secondo il ministro fare politica estera, «soprattutto in un momento di risorse scarse, ci impone di scegliere le nostre priorità: Europa, rapporto transatlantico e rapporti con il nostro complesso vicinato balcanico, del Vicino Oriente e del Nord Africa». La titolare della Farnesina ha aggiunto: «Non trascureremo il resto, puntando sull'efficienza di una maggiore selettività».

ATTENZIONE A NON DISINVESTIRE - Bonino ha avvertito: «La contrazione delle risorse corrisponde simmetricamente all'inevitabile contrazione della capacità di azione: in poche parole c'è il rischio di passare dal risparmio al disinvestimento. E' una condizione che occorre tener presente», ha spiegato, insistendo sulla necessità per la diplomazia italiana di «continuare ad attrarre i migliori servitori dello Stato tra i giovani».

ROMA SIA PARTE DI SOLUZIONE SIRIA - Più nel dettaglio Bonino ha detto che l'Italia vuole «essere parte» della soluzione del «dramma siriano, a cominciare dall'appuntamento di Ginevra 2». Il ministro ha ricordato che «le posizioni italiane» sulla guerra in Siria erano considerate «inizialmente fuori dal coro» ma «sono state poi più largamente condivise a livello internazionale».

COINVOLGERE IRAN - La titolare della Farnesina ha poi sottolineato la sua convinzione che «vada sostenuto il coinvolgimento dell'Iran nella soluzione della crisi siriana». A tal proposito il recente accordo raggiunto a Ginevra tra il Gruppo 5+1 e l'Iran sul programma nucleare di Teheran è stato definito «potenzialmente epocale» dal ministro degli Esteri. Bonino ha spiegato che l'accordo ad interim ha aperto «una finestra di opportunità» su cui «bisogna vegliare affinché rimanga aperta e produttiva di conseguenze benefiche». Bonino ha concluso sul punto dicendo che l'Italia deve lavorare affinché «in particolare in Israele e nel Golfo, prevalgano l'apertura, sia pure prudente, e lo spirito costruttivo».

USA NOSTRI MIGLIORI AMICI - Quanto al rapporto tra Italia e Stati Uniti «continua ad essere solido e strettissimo» ha raccontato ministro degli Esteri. La titolare della Farnesina ha ricordato che «i migliori amici sono quelli che si parlano più schiettamente. Speriamo che le relazioni transatlantiche possano continuare a consolidarsi ulteriormente».

CON RUSSIA RELAZIONE SOLIDA E SCHIETTA - La relazione tra Italia e Russia invece «rimane solida, schietta, anche con posizioni diverse», ha spiegato oggi il ministro degli Esteri. La solidità delle relazioni bilaterali con la Russia, ha detto Bonino, è stata «confermata» dal vertice di Trieste del 26 novembre scorso, che ha «rappresentato l'occasione per un confronto a tutto campo sulle principali questioni bilaterali, oltre che sui più rilevanti temi di politica estera».

AFRICA SEMPRE PIÙ RILEVANTE - L'Africa è «un attore destinato a divenire sempre più rilevante nelle nuove dinamiche globali» e il ministro degli Esteri Emma ha spiegato che intende «imprimere un'accelerazione alle relazioni con i paesi africani». Bonino ha pensato a «iniziative concrete» che consentano «una maggiore interlocuzione politica» e «la creazione di un quadro di riferimento in cui anche le nostre imprese e tutti gli attori internazionali possano operare per contribuire concretamente alla crescita sostenibile dell'Africa».