29 novembre 2022
Aggiornato 18:30
Politica & Giustizia

Aministia, l'esercito di Silvio polemizza con la Lega

Simone Furlan, leader dell'Esercito di Silvio, rimanda al mittente le accuse in ordine alla proposta di legge sull'amnistia che l'Esercito di Silvio sta portando avanti dal basso come proposta di legge di iniziativa popolare: «Se il Vietnam di Maroni è il ritorno al voto siamo pronti»

ROMA - «Maroni dovrebbe ricordare che lui, Cota e Zaia sono alla guida delle regioni più importanti del Nord solo grazie a Silvio Berlusconi ed ai suoi voti, l'ultimo dato elettorale infatti non consentirebbe alla Lega di vincere da sola nemmeno le comunali di Varese». Simone Furlan, leader dell'Esercito di Silvio, rimanda al mittente le accuse in ordine alla proposta di legge sull'amnistia che l'Esercito di Silvio sta portando avanti dal basso come proposta di legge di iniziativa popolare.

PRONTI AL VOTO - «Maroni - prosegue Furlan in una nota - dovrebbe aderire al comitato promotore della amnistia come atto di rispetto e riconoscenza dovuta a Silvio Berlusconi e come elemento fondante della necessaria riforma della giustizia. Il sistema carcerario e la giustizia penale italiana sono da Paese sotto sviluppato. Maroni oggi dispensa ricette come non fosse stato ministro dell'Interno per quasi 4 anni negli ultimi 5. L'amnistia - Conclude Furlan - serve certamente alla pacificazione politica del Paese, serve a ridare giusta e meritata serenità a Silvio Berlusconi e serve a dare il via alla riforma globale della giustizia, necessaria per gli italiani e per rilanciare l'impresa. Le minacce di Maroni fanno sorridere, senza l'agibilità politica di Berlusconi i primi a farne le spese saranno lui ed il suo movimento, una specie in via d'estinzione. Se il Vietnam vuol dire tornare subito al voto in Lombardia, Veneto e Piemonte, noi siamo pronti».