22 ottobre 2019
Aggiornato 14:00
Ambiente | Rifiuti

Caos AMIA Palermo: scoppia il caso dei compensi dei Commissari

Ieri pomeriggio il sindaco Leoluca Orlando e il prefetto Umberto Postiglione, si sono incontrati per discutere le possibili soluzioni ad una crisi aziendale che se da un lato ha evidenti ripercussioni sul piano igienico-sanitario, con la raccolta delle tonnellate d'immondizia che procede sempre più a rilento, dall'altro rischia soprattutto di lasciare a casa oltre 2500 dipendenti

PALERMO - Mentre in questi giorni Palermo affoga sempre di più tra cumuli d'immondizia, rischia di finire pericolosamente nel baratro la difficile situazione dell'Amia, l'azienda partecipata dal Comune che si occupa della raccolta dei rifiuti nel capoluogo siciliano. Ieri pomeriggio il sindaco Leoluca Orlando e il prefetto Umberto Postiglione, si sono incontrati per discutere le possibili soluzioni ad una crisi aziendale che se da un lato ha evidenti ripercussioni sul piano igienico-sanitario, con la raccolta delle tonnellate d'immondizia che procede sempre più a rilento, dall'altro rischia soprattutto di lasciare a casa oltre 2500 dipendenti.

Per il primo cittadino, il salvataggio dell'Amia potrebbe passare attraverso la dichiarazione di fallimento, con la nomina dunque di un curatore da parte del tribunale, e con le coperture economiche assicurate dal Comune; oppure attraverso la requisizione della società da parte del Prefetto, che dovrebbe affidarla successivamente all'amministrazione di Palazzo delle Aquile. A dire il vero, però, su quest'ultima eventualità, Postiglione si è riservato di chiedere il parere all'Avvocato distrettuale dello Stato, per capire se ne sussistono i presupposti.

Intanto, mentre ieri pomeriggio i dipendenti dell'Amia sono tornati a manifestare davanti alla Prefettura, a tenere banco oggi è la vicenda legata ai compensi dei commissari straordinari dell'azienda. Il presidente della Commissione Bilancio del Comune di Palermo, Francesco Bertolino, ha annunciato infatti un'interrogazione al sindaco, per chiedere conferma di alcune segnalazioni che farebbero riferimento a cifre attorno ai 700mila euro annui.