5 giugno 2020
Aggiornato 15:30
Dopo i giorni di sciopero dei netturbini

Palermo, l'emergenza rifiuti verso una soluzione

Secondo quanto riferito dall'Amia, l'azienda che si occupa di raccogliere e smaltire i rifiuti nel capoluogo siciliano, l'emergenza «è già più che dimezzata». Intanto il Garante sugli scioperi valuta sanzioni

PALERMO - Prosegue senza sosta a Palermo il recupero delle tonnellate di rifiuti arretrate accumulatesi per strada dopo i giorni di sciopero dei netturbini la settimana scorsa. Secondo quanto riferito dall'Amia, l'azienda che si occupa di raccogliere e smaltire i rifiuti nel capoluogo siciliano, l'emergenza «è già più che dimezzata».
«Al termine di tutti i turni previsti per ieri si sono conteggiate ancora 1.150 tonnellate di rifiuti raccolti - prosegue la nota dell'Amia - con un ulteriore recupero di circa 300 tonnellate di arretrato rispetto alle 850 ordinarie quotidiane. Pertanto, dall'inizio della pulizia eccezionale ad oggi sono già state tolte dalle strade oltre 6.600 tonnellate».

Molte zone sono state ripulite - Oltre ai netturbini di Amia, sono al lavoro anche quelli dell'«Amia Essemme», impegnati nello spazzamento delle strade. Molte zone sono già state ripulite, tra queste quasi tutto il quartiere Bonagia che si trovava in condizioni critiche.
Per riportare la situazione alla normalità entro Pasqua, e scongiurare nuovi episodi di tensione come quelli accaduti ieri con cittadini esasperati che hanno rovesciato per strada i cassonetti stracolmi di rifiuti, l'azienda ha inoltre autorizzato la prosecuzione dei servizi h24, contando di incrementare così le attività di raccolta.
Gran parte del centro cittadino risulta ormai tornato alla normalizzato, e via via si sta procedendo verso le aree esterne e periferiche.

Il Garante sugli scioperi valuta sanzioni - L'Autorità di garanzia sugli scioperi ha inviato una nota urgente al prefetto di Palermo e all'Amia «per ottenere ogni utile informazione sull'accumulo di rifiuti abbandonati sulle strade di Palermo tale da incidere negativamente sul godimento dei diritti costituzionali della persona».
Al fine di valutare l'eventuale adozione di provvedimenti, si legge nella nota del Garante, l'Autorità ha in particolare chiesto se le astensioni siano state assolutamente improvvise e immotivate; se l'organizzazione dello sciopero sia riferibile ad un soggetto collettivo, se siano state garantite le prestazioni indispensabili e assicurati i diritti fondamentali degli utenti del pubblico servizio erogato.
L'Autorità ha anche ricordato che ogni assemblea, pretestuosamente effettuata e che non garantisca i servizi minimi, considerata astensione dal lavoro ai sensi della legge sullo sciopero e da essa possono derivarne le sanzioni che tale legge prevede.
Le sanzioni, peraltro, a seguito del'apertura di un procedimento di valutazione, possono essere rivolte anche a singoli lavoratori, che intraprendano azioni non autorizzate.

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