31 ottobre 2020
Aggiornato 11:30
Giustizia | I No Tav in Valsusa

TAV, cori e tensione: processo sospeso

Aula 46 del tribunale di Torino piena all'inverosimile per il primo dibattimento del processo No Tav. Nelle gabbie Maurizio Ferrari e Alessio Del Sordo salutano i militanti venuti per seguire il processo, i quali scandiscono la parola «Libertà, Libertà». Perino: «Processo è politico e contro movimento No Tav»

TORINO - Aula 46 del tribunale di Torino piena all'inverosimile per il primo dibattimento del processo No Tav. Nelle gabbie Maurizio Ferrari e Alessio Del Sordo salutano i militanti venuti per seguire il processo, i quali scandiscono la parola «Libertà, Libertà».
Dopo l'appello dei 45 imputati del movimento per gli scontri a Chiomonte che risalgono a giugno e luglio 2011, scatta un momento di bagarre. L'aula è piccola ed è praticamente impossibile sentire le parole del giudice Quinto Bosio, che parla a voce bassa. Arrivano i cori «Tutti liberi, tutti liberi», qualcuno inalbera uno striscione. Alcuni attivisti se la prendono con un cameraman della Rai, che replica «Riprendo quello che voglio». Qualcuno gli sputa, partono i calci lui si difende, ma poi esce dall'aula, mentre tutti gli attivisti scandiscono «Spingi i giornalisti, i veri terroristi». L'udienza viene sospesa, come disposto dal giudice, che si è' verificato di riservare se c'è' disponibile una maxi aula.
Mentre il cameraman della Rai decide di lasciare palazzo di giustizia, dopo aver ricevuto un calcio. A quanto si apprende è andato a farsi vedere in ospedale.

Perino: Processo è politico e contro movimento No Tav - «E' un processo politico contro tutto il movimento, non solo contro i No Tav della Val Susa ma contro tutto il movimento in tutta Italia. E questo al di là delle cose che hanno raccontato e ci fanno credere». Ne è convinto il leader storico del movimento No tav, Alberto Perino, che oggi era in aula a palazzo di giustizia di Torino alla prima udienza del processo che vede tra gli imputati 45 attivisti No Tav, per gli scontri avvenuti a Chiomonte in Val Susa a giugno e luglio 2011.
«Se avete notato in questi mesi dove c'è una contestazione spunta una bandiera No Tav e questo dà veramente fastidio a Mario Monti e al suo governo» ha proseguito Perino, facendo notare che il movimento No Tav ha acquistato una caratura nazionale.
Quanto alle modalità con cui il movimento seguirà gli sviluppi del processo, Perino ha concluso: «Il movimento si muoverà come si è sempre mosso, con tranquillità, con estrema calma, con i piedi per terra, insomma da montanari».