14 ottobre 2019
Aggiornato 07:30

Monti e Hollande all'UE: Abbassare lo spread

Il premier italiano e il presidente francese vigileranno sull'attuazione concreta delle decisioni prese dal Consiglio Europeo di fine giugno. Ovvero il patto sulla crescita, l'unione bancaria, ma soprattutto il meccanismo anti-spread. Gli occhi sono dunque puntati sul consiglio direttivo della Bce di giovedì

ROMA - L'Unione Europea dia un «riconoscimento» degli sforzi fatti dai Paesi virtuosi in direzione del risanamento, e contribuisca all'abbassamento degli spread. E' il messaggio che Mario Monti e Francois Hollande inviano ai loro colleghi europei al termine dell'incontro di Villa Madama. Accompagnato da un ammonimento: il premier italiano e il presidente francese vigileranno sull'attuazione concreta delle decisioni prese dal Consiglio Europeo di fine giugno. Ovvero il patto sulla crescita, l'unione bancaria, ma soprattutto il meccanismo anti-spread.

A palazzo Chigi li definiscono i «guardiani», in conferenza stampa Monti ha assicurato che con Hollande «veglieremo affinchè venga completamente realizzato quanto deciso quella notte a Bruxelles». Perchè «è necessario fare i compiti a casa ma non è sufficiente: via via che un Paese realizza progressi», deve esserci «un riconoscimento da parte della Ue di come funziona il mercato finanziario dell'Eurozona, affinché non persistano come gravi ostacoli degli spread che sarebbero privi di riferimento rispetto all'andamento economico sottostante». Concetto su cui Hollande si mostra pienamente d'accordo: «E' vero quello che dice Monti: ci sono paesi in cui i tassi di interesse sono troppo elevati».

Gli occhi sono dunque puntati sul consiglio direttivo della Bce di giovedì. Monti e Hollande non intervengono esplicitamente sul tema, entrambi sottolineano al contrario l'indipendenza di Francoforte. Ma Hollande precisa: «La mia posizione è quella del Consiglio europeo che ha deciso misure - su cui appunto i due leader intendono vigilare - che consentono a governi e Bce di intervenire assieme rapidamente». Parole su cui Monti si dice in pieno accordo. E del resto, le indiscrezioni trapelate dall'audizione di Mario Draghi all'Europarlamento hanno senz'altro fatto piacere a Monti. La nettezza con cui il presidente della Bce avrebbe sostenuto la necessità di intervenire sugli spread, pena la stessa «sopravvivenza» dell'euro, fa ben sperare il governo sull'esito della riunione di giovedì.

La speranza - spiegano dal governo - è che l'intervento della Bce di per sè faccia scendere i tassi di interesse, permettendo così all'Italia di rinviare ancora la possibile richiesta di intervento dello scudo anti-spread. Perchè sulle 'condizionalità' che un Paese dovrà accettare qualora richieda lo scudo, la trattativa è tutt'altro che chiusa. Sottotraccia, evitando i riflettori, l'Italia continua a battersi per condizioni più soft, visto che a richiedere il meccanismo potrà essere solo un Paese che comunque già sta rispettando tutti gli impegni presi con i partner europei. Ma la linea è quella di evitare lo show-down, almeno fino a quando l'Italia non dovesse essere davvero 'costretta' a chiedere l'attivazione del meccanismo. In realtà, la strategia prevede che l'Italia in ogni caso non faccia richeista dello scudo prima della Spagna. Il motivo è semplice, spiega una fonte di governo: «Meglio battersi per condizioni 'leggere' quando la discussione riguarderà non noi ma Madrid». Sapendo che se la battaglia fosse persa Roma potrebbe ancora valutare se chiedere a sua volta lo scudo.