17 gennaio 2021
Aggiornato 13:30
Ok al Senato federale voluto dalla Lega

Riforme, salta l'accordo di maggioranza

Il Pdl vota emendamento del Carroccio: I membri di Palazzo Madama saranno 271. Dopo il voto, relatore Vizzini si dimette. Bersani: Colpo di mano Pdl-Lega per farle saltare. Gasparri: Abbiamo cercato confronto, sinistra arroccata. La Russa: Ora avanti con elezione diretta del Capo Stato

ROMA - Con i voti favorevoli di Pdl e Lega, l'Aula del Senato ha approvato l'emendamento alle riforme costituzionali della Lega, a prima firma Roberto Calderoli, che prevede un Senato federale composto da 250 senatori e 21 rappresentanti delle regioni e delle province autonome di Trento e Bolzano. I sì sono stati 153, i no 136, 5 gli astenuti.
Salta quindi la composizione del Senato prevista dal testo uscito dalla commissione Affari Costituzionali che prevedeva un taglio da 315 a 254, quattro dei quali eletti all'estero. I rappresentanti delle regioni, prevede la norma leghista approvata, «non sono membri del Parlamento e non ricevono la relativa indennità e ad essi si applica tuttavia il primo comma dell'articolo 68 della Costituzione» che stabilisce che i membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell'esercizio delle loro funzioni.

Chiti: Scelta Pdl-Lega è scempio alla Costituzione - «Ancora una volta come già nel 1998 e poi nel 2006 Pdl e Lega stanno facendo saltare un percorso di riforma delle istituzioni e di aggiornamento della Costituzione. E' grave soprattutto la scelta del Pdl: i falchi hanno prevalso e hanno buttato a mare un lavoro durato mesi. Chi davvero voglia il semipresidenzialismo si fermi ora: un accrocchio contraddittorio come il cosiddetto Senato Federale e il semipresidenzialismo populista sarà certamente bocciato dai cittadini italiani nel referendum confermativo dopo le prossime elezioni. E così tramonterà per sempre. Prevalga ora la responsabilità e la saggezza: si approvi la riduzione del numero dei parlamentari e una nuova legge elettorale, che seppellisca il porcellum. Il resto affidiamolo alla prossima legislatura e soprattutto ai cittadini italiani. La Costituzione è dei cittadini e non tollereranno lo scempio che si sta perpetrando». Lo ha affermato in una dichiarazione il vicepresidente Pd del Senato, Vannino Chiti.

Bersani: Colpo di mano Pdl-Lega per farle saltare - «Pdl e Lega non possono certo pensare di cambiare la Costituzione ripristinando la vecchia maggioranza. Il colpo di mano a cui si è assistito al Senato può dunque significare soltanto l'intenzione di destabilizzare la situazione e far saltare il banco delle riforme. Sia chiaro che, se sarà così, ciascuno dovrà prendersi le sue responsabilità davanti al Paese». Lo ha affermato il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, commentando le votazioni del Senato sulla riforma della Costituzione.

Dopo voto su Senato federale, relatore Vizzini si dimette - Carlo Vizzini si è dimesso da relatore del testo sulle riforme costituzionali: il presidente della commissione Affari Costituzionali del Senato lo ha annunciato in Aula subito dopo l'approvazione dell'emendamento leghista sul senato federale.
«Si è formata una maggioranza diversa - ha detto Vizzini - una maggioranza semplice che se rispecchiata nel voto finale, porterà all'entrata in vigore di questo testo solo nel 2018. Quindi rassegno le mie dimissioni da relatore con un gesto di correttezza». E ha concluso: «Non abbiamo messo in esecuzione la riduzione del numero dei parlamentari».

Gasparri: Abbiamo cercato confronto, sinistra arroccata - «Giudichiamo in maniera molto positiva» l'approvazione dell'emendamento sul Senato federale da parte dell'Aula di Palazzo Madama. «Confermiamo l'intesa raggiunta» in maggioranza alla quale «abbiamo aggiunto la proposta dell'elezione diretta del capo dello Stato. Abbiamo cercato il confronto con tutti anche aprendo al doppio turno. La sinistra si è arroccata». Lo ha detto il presidente dei senatori del Pdl, Gaetano Quagliariello, parlando in sala stampa dopo il via libera dell'Aula di Palazzo Madama al Senato federale.

Lega: Da Pd accuse deliranti, le rispediamo al mittente - «Adesso, dopo l'approvazione del Senato Federale, ognuno dovrà assumersi le proprie responsabilità ed uscire allo scoperto! Rispediamo al mittente le deliranti accuse del PD riguardo colpe della Lega sul ritardo dell'approvazione delle Riforme Costituzionali e della riduzione del numero dei Parlamentari! Hanno la possibilità di votare queste riforme vere anziché la finta riformucola che avevano pattuito in Commissione, raggiungere ampiamente il quorum dei 2/3 del Parlamento ed approvare la legge senza bisogno di ricorrere al referendum! Qui è Rodi e qui è il salto: che dimostrino a fatti e non solo a parole di credere realmente nel Federalismo e nella riduzione dei Parlamentari!». Lo ha affermato in una dichiarazione il senatore della Lega Fabio Rizzi dopo l'approvazione del Senato Federale da parte dell' aula di Palazzo Madama.

La Russa: Ora avanti con elezione diretta del Capo Stato - «E' stato superato lo scoglio su cui il Pd e gli altri partiti contavano per affossare al Senato l'elezione diretta da parte dei cittadini del Presidente della Repubblica. Il nuovo Senato federale ridotto a 250 componenti vedrà la partecipazione, senza costi per lo Stato, di un rappresentante per ciascuna delle regioni e solo nelle materie di interesse regionale. Complimenti alla Lega che ha dato prova di realismo e moderazione nell'avanzare questo emendamento votato compattamente anche dal Pdl. Adesso avanti con l'elezione diretta del Presidente della Repubblica che colpisce la vecchia politica e mette nel caos un Pd arroccato nella difesa degli interessi di casta e incapace di aprire a ciò che chiede la stragrande maggioranza degli italiani». Lo ha affermato, in una dichiarazione, il coordinatore del Pdl Ignazio La Russa, commentando le votazioni in Senato sulla riforma della Costituzione.

Calderoli: Su Senato ottenuti due risultati storici - «Evviva! Dopo più di vent'anni di battaglie con il mio emendamento otteniamo due risultati storici, da una parte la riduzione del numero dei senatori e dall'altra la creazione del Senato Federale, lo strumento con cui il Paese può diventare finalmente federalista, rispetto ad un centralismo che ha rovinato il Paese e la sua economia». Lo ha affermato in una nota il coordinatore delle segreterie nazionali della Lega Nord e componente del Comitato esecutivo federale dei triumviri, Roberto Calderoli.

D'Alia: Pdl-Lega le fanno fallire, elettori li puniranno - Votando l'emendamento sulle riforme costituzionali il Pdl e la Lega si stanno «assumendo la responsabilità di far fallire le riforme». Lo ha detto il presidente dei senatori Udc, Gianpiero D'Alia, in Aula al Senato. «Avete trovato - ha aggiunto - il peggiore degli espedienti per non votare la riduzione dei parlamentari; avete mandato nel cestino cinque mesi di accordi e vi site guadagnati la patente, quella di cui parla Luigi Pirandello in una sua novella, di inaffidabilità. Siete tornati ma non fate paura: non farete neanche danno perché gli elettori vi puniranno. Farete ridere ma tra un comico vero e uno finto la gente sceglierà il comico vero che è Grillo».