Bersani apre alle liste civiche, si candida e dice: Ok alle primarie
Il Segretario dei Democratici non vuole ostilità con liste che possono nascere, anche se lo stesso Bersani, raccontano, certo non sottovaluta il rischio che l'operazione ispirata da De Benedetti e Scalfari possa avere l'obiettivo di «commissariare» il PD
ROMA - Un patto per la ricostruzione rivolto anche alla società civile, e dunque alle liste civiche, e disponibilità a misurare la propria candidatura a premier in «primarie aperte, di coalizione» in autunno: anche se Pier Luigi Bersani ha detto che solo lui sa cosa dirà in direzione la prossima settimana, sembrano essere questi i due messaggi 'forti' che il leader democratico intende rivolgere. Le indiscrezioni riportate dalla stampa su un 'sì' alla lista Saviano non sono piaciute al segretario, il suo capo ufficio stampa su Twitter stamattina parlava di «esercizi di fantasia» dei giornali, ma secondo quanto si apprende Bersani ha davvero intenzione di tenere una porta aperta alle possibili liste civiche di cui si parla in queste settimane, se non altro per un motivo molto pragmatico: la «lista per la legalità» evocata da Repubblica può nascere comunque e per il Pd è più conveniente non entrare in rotta di collisione con un'iniziativa del genere.
Rischio commissariamento per il PD?Certo, molti «bersaniani» doc, soprattutto i giovani, non vedono di buon occhio l'idea di una lista affiancata a quella del Pd e lo stesso Bersani, raccontano, certo non sottovaluta il rischio che l'operazione ispirata da De Benedetti e Scalfari possa avere l'obiettivo di «commissariare» il Pd. Ma, è il ragionamento che farebbe il segretario, sarebbe sbagliato entrare in contrapposizione con queste iniziative, meglio prendere la faccenda da un altro lato: ricordare che il Pd è «il perno di ogni alleanza di governo» possibile e fare un appello «largo» a «forze moderate, civiche, associazioni» su un «patto per la ricostruzione». Insomma, fare in modo che sia il Pd a dettare i tempi e le condizioni dell'alleanza di Governo, «e se poi fanno la lista 'Alba', starà a loro decidere se vogliono stare con noi», affermano al quartier generale.
Primarie di coalizione aperte - Corollario naturale di questo ragionamento è la formalizzazione della candidatura a premier: se il Pd è «il perno» di qualunque alleanza di Governo, è ovvio che il segretario si propone alla guida del «patto per la ricostruzione». E, aggiungono fonti vicine a Bersani, «certo lui non si farà scudo dello statuto che prevede che sia solo il segretario il candidato premier». Insomma, Bersani si dirà pronto a «primarie di coalizione, aperte» e rimetterà alla direzione del partito la decisione sulla sua candidatura. «Il segretario porrà un problema politico: per il Pd è meglio avere un solo candidato. Poi, se Renzi vorrà correre, se ne assumerà la responsabilità...».