6 giugno 2020
Aggiornato 22:30
La crisi internazionale con l'India

Crisi marò, Schifani: Paese ferito, siamo tutti con loro

Il Presidente del Senato: Il Governo si impegna al massimo per tutelare la nostra immagine. Il Pdl al Pantheon: Il Governo difenda l'onore dell'Italia. Meloni: Il profilo basso tenuto da Monti non ha aiutato. Casini: Indecenti le polemiche contro il Governo e Terzi

ROMA - L'Italia è «un paese che in questo momento si sente ferito». Così il presidente del Senato, Renato Schifani, interpreta la crisi internazionale che vede l'Italia contrapposta all'India dopo la carcerazione di due marò. «Stiamo seguendo questa vicenda con trepidazione e attenzione. Sono certo - ha detto Schifani a margine di un convegno in Senato - che il nostro governo si stia impegnando al massimo per tutelare innanzitutto anche la nostra immagine e la dignità di un Paese che in questo momento si sente ferito. Siamo vicinissimi ai nostri soldati e - ha concluso Schifani - apprezziamo il loro contegno e il loro coraggio e l'atteggiamento con cui stanno affrontando questo difficile momento, siamo tutti con loro».

Il Pdl al Pantheon: Il Governo difenda l'onore dell'Italia - «L'onore dell'Italia non si difende facendo i compiti assegnati da altri ma tutelando i nostri militari che portano la bandiera nel mondo». In questa frase del deputato del Pdl Mario Landolfi c'è un po' la sintesi della manifestazione di questo pomeriggio al Pantheon della Giovane Italia, l'organizzazione giovanile del partito di Silvio Berlusconi, per la liberazione dei fanti di Marina detenuti in India.
Nata come una «maratona oratoria» in piazza del Pantheon a Roma, la manifestazione si è conclusa dopo meno di un'ora, come ha spiegato l'ex ministro della Difesa Ignazio La Russa, «a causa della pioggia e dei lavori parlamentari». E' stata comunque l'occasione per alcune decine di militanti e qualche dirigente del Pdl, di portare in piazza la solidarietà ai due soldati italiani detenuti, la preoccupazione per la loro sorte e qualche critica al Governo Monti per al gestione della crisi. La Russa dal palco ha parlato di «spirito bipartisan» auspicando la partecipazione di esponenti di altri partiti, auspicio caduto nel vuoto forse anche per la durata inferiore al previsto dell'iniziativa. Ed ha polemizzato con «la civilissima città di Milano», il cui sindaco Pisapia ha rifiutato di esporre i volti dei due marò a palazzo Marino. Decisione che gli ha causato «grande amarezza».

Ronzulli: UE si muova, serve diplomazia più efficace - «Le misure prese nei confronti dei due marò sono inaccettabili ed un regime detentivo attenuato non è una condizione soddisfacente né tollerabile». Lo ha affermato l'europarlamentare Pdl Licia Ronzulli firmataria nei giorni scorsi, insieme ad alcuni colleghi, di un'interrogazione parlamentare sul caso dei due marò arrestati in India nel corso di un'operazione internazionale di contrasto alla pirateria.
«Anche dal Parlamento Europeo - protagonista oggi di una manifestazione a sostegno dei due militari - si alza forte il grido a sostegno di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i due fucilieri italiani arrestati ieri in India con l'accusa di aver ucciso due pescatori del posto. Per la seconda volta, dopo il caso di Lampedusa, l'Alto Rappresentante per la Politica Estera Catherine Ashton aspetta che un governo richieda il suo intervento in maniera ufficiale prima di agire. L'ennesima dimostrazione dell'insensibilità nel prendere decisioni efficaci ed in tempi rapidi nei momenti di crisi diplomatiche anche in modo autonomo».

Meloni: Il profilo basso tenuto da Monti non ha aiutato - «Abbiamo organizzato un'iniziativa con molti parlamentari, ma anche tanti ragazzi che hanno deciso di aderire, in Piazza del Pantheon a Roma, per tenere alta l'attenzione sulla vicenda dei nostri marò ingiustamente detenuti e anche per sottolineare che, il profilo basso mantenuto dal Governo Monti, non ci ha aiutato a risolvere la questione». Così Giorgia Meloni del Pdl ha commentato a Tgcom24 la vicenda dei due marò italiani detenuti in India.
«I nostri marò sono lì trattenuti ingiustamente. Il diritto internazionale prevede che vengano giudicati in Italia. Spero che si stia facendo il possibile ma rimango colpita dal fatto che il Presidente del Consiglio non abbia esposto la sua posizione pubblicamente - continua - Credo che il Governo italiano abbia alzato la voce troppo tardi. E visto che si era detto che il prestigio internazionale dell'Italia sarebbe cresciuto, grazie al Governo Monti, questo era il momento giusto per far valere questo prestigio».

Casini: Indecenti le polemiche contro il Governo e Terzi - «Che qualcuno prenda a pretesto la vicenda dei marò per fare polemiche contro il governo Monti e contro il ministro degli Esteri, Giulio Terzi, è indecente». Lo ha detto il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, parlando con i giornalisti alla Camera dopo un incontro con Pier Luigi Bersani e il ministro della Giustizia, Paola Severino.
«Non scherziamo col fuoco - ha ammonito - la situazione dei nostri militari è molto delicata. Non sono possibili polemiche sulle spalle dei nostri ragazzi. Servono serietà e discrezione».

Bocchino (Fli): L'Italia alzi voce e li riporti a casa - «Il ministro degli Esteri Terzi ha fatto bene a convocare l'ambasciatore indiano a Roma perché i nostri Marò devono rientrare in Italia e quello che sta accadendo è paradossale e contro i diritti sanciti dall'ordinamento internazionale. L'Italia alzi la voce se necessario e riporti a casa nostri ragazzi». Lo dichiara in una nota il vicepresidente di Fli, Italo Bocchino.

Idv: Dal Governo ci aspettiamo iniziative concrete - «L'azione dei marò è avvenuta in acque internazionali e le norme prevedono esplicitamente la possibilità di ricorrere a forme di autodifesa a bordo delle imbarcazioni private che transitino in zone a rischio». Lo ha detto il responsabile Giustizia dell'Italia dei Valori, Luigi Li Gotti, che sulla vicenda ha presentato un'interrogazione al Presidente del Consiglio e ai ministri della Difesa, della Giustizia e degli Esteri, in cui chiede «quali concrete iniziative si intendono porre in essere al fine di ribadire l'assoluta esenzione dalla giurisdizione, oltre che dall'esecuzione, dei militari italiani impiegati nelle missioni internazionali e quali sono i motivi che hanno indotto la petroliera Enrica Lexie all'ancoraggio in territorio indiano».
Il senatore Li Gotti ritiene che «bisogna verificare attentamente l'operato delle istituzioni indiane, oltre che del comandante della petroliera Lexie e del suo armatore, al fine di comprendere nel dettaglio le ragioni che hanno portato la petroliera a ormeggiarsi nel porto indiano. Per questo è necessario che il ministro degli Esteri Terzi venga a riferire con urgenza in Aula».

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