14 ottobre 2019
Aggiornato 11:30

Monti: Dialogo ma per obiettivi alti, non diremo sì a tutto

Il Premier: Sistema politico maturo, sulle riforme prevalga l'interesse generale. Alfano: Ieri non chiesto a Monti di restare oltre il 2013. Bossi: Se Berlusconi sostiene il Governo è rottura completa. Bersani: Pd ha patto di lealtà con Monti fino al 2013

ROMA - Disponibilità al dialogo con il Parlamento, ma determinazione a ragionare solo su obiettivi «alti», ovvero su interventi che veramente vadano nella direzione di «rendere il Paese più competitivo». E dunque «ci saranno modifiche che possiamo accogliere, e non tutte le modifiche sono un arretramento, e altre che non potremo accogliere e non accoglieremo». Così il premier Mario Monti, rispondendo ad una domanda sulle pressioni delle varie categorie in merito al decreto liberalizzazioni e alla riforma del mercato del lavoro.
L'obiettivo, guardando insieme i due provvedimenti, è sempre quello del «bilanciamento dei sacrifici» sulle varie categorie sociali ed economiche: «Si potrebbe avere anche con piccoli interventi, ma è nostra responsabilità cercare di avere un bilanciamento dei sacrifici a un livello davvero alto».

Sistema politico maturo, sulle riforme prevalga l'interesse generale - Nella conferenza stampa congiunta con il primo ministro spagnolo Mariano Rajoy, il premier spiega di contare molto sul senso di responsabilità del sistema politico e dei cittadini: «Le popolazioni di Italia e Spagna, le nostre opinioni pubbliche e sia pure con modalità diverse i nostri sistemi politici, stanno dando prova di grande maturità nella consapevolezza che è in gioco il benessere collettivo, e politiche per rendere più competitivo il Paese sono nell'interesse di tutti e di ciascuno. Gli interessi di categoria sono legittimi, il più delle volte, è comprensibile che cerchino di tradursi in modifiche alle proposte del governo, ed è doveroso che il governo sia aperto al dialogo con l'organo che avrà la parola definitiva, il Parlamento».
Ma detto questo, Monti rimarca che «il governo tiene moltissimo ed è disposto e pronto ad impiegare tutto il credito di cui può disporre affinchè il risultato» sia quello voluto. «Se prendiamo insieme i due cantieri aperti, lavoro e liberalizzazioni, abbiamo chiesto sacrifici sia da una parte sia dall'altra. Abbiamo due obiettivi che guidano la nostra azione: che ci sia un bilanciamento dei sacrifici tra le diverse parti sociali ed economiche, e che il livello dell'avanzamento verso un'Italia più competitiva, sia un livello alto. Il bilanciamento si potrebbe avere anche con piccoli interventi, ma è nostra responsabilità cercare di avere un bilanciamento dei sacrifici a un livello davvero alto». Il risultato, avverte il premier, è che «ci saranno modifiche che possiamo accogliere, e non tutte sono un arretramento, e altre che non potremo accogliere e non accoglieremo».

Alfano: Ieri non chiesto a Monti di restare oltre il 2013 - Nell'incontro a palazzo Chigi di ieri Silvio Berlusconi non ha chiesto a Mario Monti di restare oltre il 2013. Lo ha detto il segretario del Pdl, Angelino Alfano, a Otto e mezzo. «Berlusconi - ha raccontato - gli ha dato la propria stima. Sarebbe stato non corretto dirgli una cosa del genere. Se oggi un partito che rappresenta una parte lo candidasse, non farebbe altro che metterlo in imbarazzo».

Bossi: Se Berlusconi sostiene il Governo è rottura completa - Il governo «va avanti fino a quando Berlusconi lo sostiene». Lo ha detto il leader della Lega, Umberto Bossi, conversando con i giornalisti alla Camera. Quindi con il Cavaliere è rottura completa? «Se è così, sì».

Bersani: Pd ha patto di lealtà con Monti fino al 2013 - «Il Pd ha fatto un patto di lealtà con il governo che non verrà meno. Per noi il governo Monti deve durare fino a fine legislatura». Lo ha detto Pier Luigi Bersani nel corso di una conferenza stampa nella sede del Pd.
Il segretario del Pd ha quindi smentito che possa venir meno il sostegno al governo: «Per noi non esiste Monti sì o no. Per noi è Monti sì, l'abbiamo voluto ma Monti non viene dopo i partiti, viene dopo Berlusconi. Abbiamo fatto una scelta e non si discute».

Severino: Con le mie tasse si può costruire un ospedale - Paola Severino, il ministro col più alto reddito del governo Monti, non è imbarazzata dall'aver dovuto rivelare tutto della sua ricchezza. In un'intervista concessa a La Repubblica, dichiara: «Pudore sì, perché non ho mai voluto ostentare i risultati economici del mio successo professionale.Imbarazzo no, perché guadagnare non è un peccato se lo si fa lecitamente, producendo altra ricchezza e pagando le tasse».