20 novembre 2019
Aggiornato 23:00

Berlusconi sprona Monti sul lavoro. E chiede un segnale sulla giustizia

Mega sfogo dell'ex Premier sui processi. E con il «prof» cerca una sponda di lungo periodo

ROMA - «Caro presidente, mi sono fatto da parte ma come vedi non si fermano, anzi. Sono una vittima di una sentenza già scritta». Silvio Berlusconi in privato almeno quanto in pubblico vive con angoscia le difficoltà giudiziarie. E ne ha parlato direttamente con Mario Monti, a pochi giorni dalla temuta sentenza sul caso Mills, in agenda per sabato. Però secondo gli interlocutori riuniti attorno allo stesso tavolo di Palazzo Chigi, nell'incontro di ieri Monti e Berlusconi avrebbero concordato su un punto: non ci sono i tempi per una riforma organica della giustizia, ma l'esecutivo potrà in qualche modo venir incontro ai «dolori» giudiziari dell'ex premier non negandogli un «segnale» sul delicato tema. Un segnale, per la verità, è stato già il lunghissimo incontro - quasi tre ore - tenuto nella sede del governo.

Sulla RAI se si procede deve essere in modo concordato - Ma non solo di scenari si è discusso a Palazzo Chigi. Pare che Angelino Alfano, presente, abbia fatto sentire con forza la voce del Popolo delle libertà per influenzare meglio di quanto fatto finora le scelte di governo, chiedendo a Monti nel contempo di non arretrare sulla riforma del mercato del lavoro, che il Pdl spera possa mettere in difficoltà non poco il Partito democratico. Ma non basta. Sembra che scelte come quelle del vertice del Cnr, non concordate, non siano state gradite nel quartier generale dell'ex premier. E' la mancata consultazione, raccontano, a disturbare. Per questo su un altro tema all'ordine del giorno, la riforma della Rai, il messaggio è stato consegnato: se si procede, deve essere in modo concordato. E, nel frattempo, serve la massima condivisione anche sul nodo delle nomine di viale Mazzini.