23 maggio 2022
Aggiornato 16:00
Conflitto fra poteri dello Stato

Ruby, duello alla Consulta fra gli Avvocati della Camera e Procura di Milano

Il caso è quello per il quale l'ex presidente del Consiglio è imputato di prostituzione minorile e concussione, per le sue presunte pressioni sulla Questura del capoluogo lombardo per favorire il rilascio della giovane marocchina Karima el Makhroug

ROMA - Un conflitto fra poteri dello Stato nel quale la Camera dei deputati «non ha avuto il coraggio» di sostenere di fronte alla Corte costituzionale che il processo a Silvio Berlusconi sul caso Ruby non si doveva fare perché «quella ragazza» aveva «una parentela con l'allora presidente egiziano Mubarak», una tesi «risibile». Così Federico Sorrentino, avvocato della Procura della Repubblica di Milano, ha descritto l'oggetto della causa sulla quale oggi la Consulta ha tenuto l'udienza pubblica.

«Parente Mubarak? Risibile» - Il caso è quello per il quale l'ex presidente del Consiglio è imputato di prostituzione minorile e concussione, per le sue presunte pressioni sulla Questura del capoluogo lombardo per favorire il rilascio della giovane marocchina Karima el Makhroug (detta Ruby rubacuori) fermata per un'accusa di furto. Per la Camera è intervenuto Roberto Nania, che ha accusato i magistrati milanesi di avere una pretesa di «esclusività» nella pronuncia sull'eventuale carattere ministeriale del reato, e di aver sostenuto, una posizione «radicale» che intendeva «precludere alla Corte costituzionale la possibilità di pronunciarsi sul ricorso».
La Corte, che nel pomeriggio riprenderà l'udienza pubblica per un caso analogo di conflitto fra poteri, che contrappone il Senato a Procura e Tribunale di Napoli per le indagini sull'ex ministro della Giustizia Clemente Mastella, si è riservata la decisione, che potrebbe in teoria essere presa anche in serata o entro la Camera di domani.