1 marzo 2024
Aggiornato 06:30
Il presidente di Finmeccanica ha detto a Catricalà: «non me ne vado»

Guarguaglini: c’è una bella differenza fra me e Berlusconi

«Né Monti né Catricalà mi hanno chiesto di andarmene». L’ipotesi più probabile che il Cda della Finmeccanica ritiri le deleghe al presidente. Pinotti (Pd): la commissione di inchiesta è inutile c’è già la magistratura. Di Pietro: sono settimane che denunciamo il malaffare che gravita intorno a Finmeccanica. Giovanardi: non ho mai raccomandato nessuno a Finmeccanica, solo segnalato

ROMA - «Tutti dicono che resisto al mio posto e nessuno capisce che cerco solo di capire quale è il bene della mia società». E in ogni caso finora «nessuno nel Governo mi sta facendo pressioni in questo senso». Così' come da palazzo Chigi «non c'è stata nessuna convocazione» perchè «sono stato io a chiedere un incontro con il sottosegretario Catricalà che non mia chiesto di dimettermi. Questa la ricostruzione di Pierfrancesco Guarguaglini dell’incontro avuto ieri a Palazzo Chigi con il sottosegretario alla presidenza, Antonio Catricalà, e dopo la pioggia di richiesta di dimissioni dalla stessa maggioranza che sostiene Monti.

Guarguaglini: non ho nessuna intenzione di andarmene - «Non ho nessuna intenzione di andarmene » e «nessuno mi ha chiesto di farmi da parte: nè il Presidente del Consiglio Mario Monti, perchè la sua era solo una battuta, nè il Sottosegretario alla Presidenza Antonio Catricalà nel discorso che ci siamo fatti ieri a palazzo Chigi».
E' l' hic manebimus optime del numero uno di Finmeccanica Pierfrancesco Guarguaglini, all'indomani dell'incontro a palazzo Chigi alla luce della nuova bufera giudiziaria sull'azienda di Stato che lo vede ancora una volta nell'occhio del ciclone, insieme alla moglie Marina Grossi, amministratrice della controllata di Finmeccanica Selex Sistemi Integrati.

Ho piena fiducia in mia moglie - In lei - ha sottolineato Guarguaglini, intervistato dal 'Fatto Quotidiano' - ho piena fiducia: sono sicuro che ne uscirà completamente pulita, è una persona professionalmente valida e moralmente forte». E anche lei «pensa che è restando al suo posto che fa l'interesse della società e dei dirigenti perchè le dimissioni sono interpretate come ammissioni di colpevolezza».
In ogni caso, però, ha altresì avvertito Guarguaglini, le rispettive personali «non sono situazioni equiparabili» perchè «io sono in una situazione diversa: non ho ricevuto alcuna contestazione«

C’è una bella differenza fra me e Berlusconi - Più in generale, «se permette - ha voluto sottolineare ancora il presidente di Finmeccanica- penso di distinguermi da Silvio Berlusconi per varie ragioni. Non ho nemmeno ricevuto un avviso di garanzia, per la questione Digint non sono stato nemmeno indagato e ad oggi nessun manager del gruppo è stato nemmeno rinviato a giudizio. Penso quindi il mio ruolo è solo quello di capire cosa pensa l'azionista di maggioranza della società, cioè il governo» e «poi prendere la decisione giusta».

Musso (Pli): subito una commissione di inchiesta su Finmeccanica - Il senatore e vicesegretario nazionale del Partito Liberale Italiano, Enrico Musso, chiede che venga subito costituita una commissione parlamentare d'inchiesta su Finmeccanica.
«Trattandosi di una delle eccellenze italiane nel mondo, con importanti ricadute sull'occupazione diretta e indotta e sull'immagine stessa del Paese, ho predisposto -spiega Musso- un'iniziativa legislativa urgente, che presenterò alla prima seduta del Senato, per la costituzione di una Commissione bicamerale d'inchiesta volta a far luce sulla gestione dell'intero Gruppo Finmeccanica e sui suoi rapporti col mondo politico e finanziario».

Pinotti (Pd). Nessuna commissione di inchiesta, basta la magistratura - «Sul caso relativo a Finmeccanica è già in corso un'indagine della magistratura che sono certa andrà fino in fondo e farà piena luce, senza che il Parlamento debba istituire un'apposita commissione bicamerale d'inchiesta, con costi e tempi aggiuntivi». Lo afferma la senatrice del Pd Roberta Pinotti, vicepresidente della Commissione Difesa, eletta a Genova.

Rilanciare Finmeccanica - «Credo invece - continua che ora il compito del Parlamento sia quello di dare indicazioni al governo, che detiene attraverso il Tesoro il 32 per cento di Finmeccanica, affinché in un momento di crisi come quello attuale e di fronte ai fatti inquietanti che stanno emergendo dalle indagini, la vicenda non danneggi ulteriormente il patrimonio industriale e i livelli occupazionali del Paese».

Di Pietro: mai parlato di mazzette in Finmeccanica, né mai prese - «Sono giorni che l'Italia dei Valori denuncia il sistema di malaffare che gravita intorno alla vicenda Finmeccanica. Non ho mai parlato di offerte di denaro o di mazzette né mai le avremmo accettate. Ribadisco, quindi, che la nostra denuncia politica è contenuta in diverse interrogazioni presentate da tempo in Parlamento e fa riferimento al sistema dei posti, delle consulenze e delle poltrone che si danno alla politica in cambio di favori». Lo ha affermato in una nota il presidente dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro. «L'IdV è da sempre contro questo sistema e continuerà a denunciarlo».

Giovanardi: Non ho raccomandato nessuno, solo segnalato - «Non ho raccomandato nessuno per il consiglio di amministrazione di Elsag Datamat. - Sono nomine del governo. Ho solo segnalato a Letta un professionista ligure con tutte le qualifiche e competente necessarie, una persona onesta e pulita, mi ero accertato pure che non avesse pendenze giudiziarie.» Lo ha affermato l'ex Sottosegretario Pdl alla Presidenza del Consiglio con delga alla famiglia e alla lotta alla tossicodipendenza, Carlo Giovanardi.

Voglio la medaglia d’oro per la correttezza - «Non mi sono posto il problema di chi doveva decidere i componenti dei consigli di amministrazione delle società di Finmeccanica. Non so nemmeno come si nomina. Era un mio dovere farlo - ha detto ancora Giovanardi, ospite alla 'Zanzara' su Radio 24 -e mi vanto di averlo fatto: voglio la medaglia d'oro per la correttezza...«