31 marzo 2020
Aggiornato 10:00
Testimonianza del Generale D'Arrigo

In Giunta nuove carte sul caso Milanese

Tremonti presentò Milanese a D'Arrigo come referente esclusivo per la Guardia di Finanza. Per i Pm Milanese ricevette 1,3 mln di emolumenti dal 2006 a 2011. Intanto il Deputato del PDL denuncia l'imprenditore che lo accusa

ROMA - Nuovi atti trasmessi dal procuratore di Napoli Vincenzo Piscitelli sul caso Milanese - secondo quanto si apprende - sono pervenuti in Giunta per le autorizzazioni della Camera. Le carte, sollecitate dalla memoria difensiva consegnata alla giunta dal deputato del Pdl Marco Milanese e dal relatore Fabio Gava, sono relative alle date di accesso alla cassetta di sicurezza di Milanese e contengono anche una testimonianza del generale della Gdf Cosimo D'Arrigo, nella quale quest'ultimo riferisce che il ministro dell'Economia Giulio Tremonti gli avrebbe presentato Milanese come il referente esclusivo per gli aspetti generali e funzionali della Guardia di finanza.
Sempre nella testimonianza di D'Arrigo, il generale delle Fiamme Gialle avrebbe aggiunto che la scelta di Milanese ha determinato problemi pratici e rallentato l'attività della Gdf.
Quanto alla cassetta di sicurezza, dalle carte si evince che gli accessi vanno dal luglio 2009 a metà dicembre 2010.

Per i Pm Milanese ricevette 1,3 mln di emolumenti dal 2006 a 2011 - 1.368.000 euro. E' il denaro che dal 2006 al 2011 il deputato del Pdl Marco Milanese avrebbe ricevuto come cifra dei vari emolumenti provenienti dai diversi incarichi a lui affidati . E' quanto è scritto in un prospetto inviato dalla Procura di Napoli alla Giunta per le Autorizzazioni della Camera sul caso Milanese.

Milanese denuncia l'imprenditore che lo accusa - Il parlamentare del Pdl, Marco Milanese, ha denunciato il suo accusatore, l'imprenditore campano Paolo Viscione. L'ex consigliere politico del ministro Tremonti chiede che i magistrati della Capitale verifichino la fondatezza o meno delle dichiarazioni rese a Napoli da Viscione che ha parlato, tra l'altro, di orologi d'oro, denaro e viaggi di lusso destinati a Milanese. Il primo passo che gli inquirenti romani dovranno compiere sarà quello di accertare, anzitutto, se sia competente a indagare. Altrimenti il fascicolo, una volta «formato», andrà trasmesso all'autorità giudiziaria di Napoli. Secondo quanto si è appreso l'atto è stato depositato stamane.
L'indagine dei pm napoletani in cui è coinvolto il parlamentare del Pdl riguarda un presunto giro di tangenti in cambio di informazioni riservate. L'ipotesi è che Viscione avrebbe ricevuto da Milanese (già ufficiale della Guardia di Finanza) indicazioni coperte da segreto su di un'indagine in corso su di una sua società assicurativa.
Viscione prima di essere arrestato per frode fiscale si lamentava al telefono di essere stato costretto a versare a Milanese soldi e benefit, tra cui orologi, una barca, automobili e viaggi. Da qui l'ipotesi di corruzione e rivelazione di segreto d'ufficio a carico del deputato. Nella denuncia depositata a piazzale Clodio, Milanese sottolinea invece come tutte le dichiarazioni di Viscione finora emerse dagli atti depositati alla Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera siano smentite da altri documenti processuali.

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