15 novembre 2019
Aggiornato 06:00
La manovra e il fisco

Visco: «Caccia all'evasione? Tremonti è disperato»

L'ex Ministro a Firstonline: «Non mi conforta che mi diano ragione». Quagliariello (Pdl): «Contro l'evasione non siamo come Visco». Cazzola (Pdl): «Il rischio è che si mettano i soldi sotto il materasso...»

ROMA - «Non mi conforta che oggi mi diano ragione: era ovvio che finisse così perché il Governo ha avuto e ha torto marcio sull'evasione fiscale. Anche ora non c'è vera tracciabilità: le misure di Tremonti non sono né organiche né complete. Il problema è politico perché il Governo non vuol colpire i suoi elettori». Ed il blitz di Tremonti nella caccia agli evasori «è solo il segnale della disperazione ed è tanto improvvisato quanto incompleto». Vincenzo Visco, il ministro dell'Economia del governo Prodi, commenta così in una intervista a Firstonline le ultime modifiche alla manovra.
Quello di Tremonti, secondo l'ex ministro, è «solo il segno della disperazione. Era del tutto ovvio - dice il ministro nell'intervista a Firstonline - che sarebbe finita così e che il problema della lotta all'evasione si sarebbe riproposto. Solo la dabbenaggine di alcuni poteva far finta di niente e immaginare che in Italia non esistesse un problema gigantesco di evasione fiscale. Però, avere ragione a posteriori non mi conforta, anche perché non è la prima volta che mi succede: nella vita mi è capitato spesso», aggiunge. Ieri, ricorda il sito di informazione finanziaria, Silvio Berlusconi, furioso per gli emendamenti di Tremonti sulla lotta all'evasione fiscale, lo ha in qualche modo santificato: «Nemmeno Visco - ha tuonato il premier - avrebbe osato tanto. Qui siamo al socialismo reale».
Il problema della lotta all'evasione è «politico di tutta evidenza e non mi pare proprio che questo Governo abbia la forza e la volontà di affrontarlo realmente», conclude l'ex ministro.
«Io guardo ai fatti e la linea di lotta all'evasione che emerge dagli emendamenti presentati ieri da Tremonti non mi sembra né organica né completa. Gli interventi per una reale tracciabilità fiscale ideati dal governo Prodi era tutta un'altra musica».

Quagliariello (Pdl): «Contro l'evasione non siamo come Visco» - «Lo scopo principale è far venire allo scoperto ciò che è sommerso. Non c'è logica punitiva» nelle misure anti-evasione fiscale previste dal governo negli emendamenti alla manovra economica. Lo dice il vice presidente dei senatori del Pdl a Palazzo Madama Gaetano Quagliariello, rispondendo alle critiche di chi paragona le scelte dell'esecutivo Berlusconi a quelle proposte da Vincenzo Visco quando era ministro delle Finanze per il centrosinistra.
«Vogliamo fare emergere ciò che è sommerso senza infierire - continua Quagliariello - questa logica in Visco non l'avevo colta».

Cazzola (Pdl): «Il rischio è che si mettano i soldi sotto il materasso...» - «Da sinceri militanti nella crociata contro l'evasione indicheremo i nostri bravi Iban nella dichiarazione dei redditi. Ma quanti dei nostri concittadini metteranno i loro risparmi nelle cassette di sicurezza o addirittura sotto il materasso?». E' la provocazione di Giuliano Cazzola, deputato del Pdl, a proposito delle ultime novità proposte dal governo per la manovra economica in fatto di evasione fiscale.

Lauro(Pdl): «Elevare la soglia del carcere per gli evasori a 100 mila euro» - Il senatore Pdl Raffaele Lauro chiede al centrodestra di modificare le norme anti evasione inserite ieri dal Governo nella manovra all'esame del Senato.
«Le integrazioni, presentate ieri in Commissione Bilancio del Senato dal ministro Tremonti, hanno il pregio di assegnare alla lotta all'evasione fiscale un ruolo strategico nella manovra e di affrontare, finalmente, in maniera più determinata, questa questione nazionale. Non appaiono, tuttavia, a breve, decisive - obietta Lauro- a garantire un recupero significativo delle somme evase per abbattere il debito pubblico. La deterrenza del carcere per gli evasori, al di sopra dei tre milioni di euro, è quasi nulla. Il concetto di grande evasore, quindi, va rapportato alla soglia dei centomila euro. L'area, infatti, più consistente di evasione fiscale, è collocata tra i centomila e i cinquecentomila euro».
«La misura di forte deterrenza, accanto al carcere - ha quindi sottolineato il senatore Pdl- rimane il sequestro e la confisca dei beni degli evasori al di sopra dei centomila euro, con poteri straordinari assegnati all'amministrazione finanziaria. Stupisce che questa misura risolutiva non venga discussa né dalla maggioranza, né dall'opposizione e neppure dalla grande stampa nazionale».