31 agosto 2025
Aggiornato 06:00
Ad Arcore Bossi, ma anche Alfano e i capigruppo di Pdl e Lega

Vertice per convincere Tremonti. Probabile l'aumento dell'IVA

Nuovi cambiamenti ma Casini avverte: «Voteremo no». Rotondi: «L'Opposizione non si sottragga al confronto». Il Pd chiede un'imposta sui grandi patrimoni immobiliari

ROMA - L'intesa, almeno di massima, tra Pdl e Lega è stata trovata, assicurano fonti della maggioranza, ma la sensazione è che Giulio Tremonti sia ancora da convincere e solo domani pomeriggio si capirà se la maggioranza è stata in grado di superare lo scoglio-manovra. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti si è detto certo che «l'intesa domani verrà perfezionata», ma il ministro dell'Economia rimane in silenzio, pronto a parlare solo domani davanti alle proposte che verranno formalizzate. I contatti, ovviamene, non sono mancati, e i dubbi di Tremonti sull'Iva non paiono del tutto superati.

L'aumento dell'Iva il ministro lo aveva già messo in conto per coprire gli eventuali buchi dovuti alla delega fiscale e difficilmente Tremonti accetterà che l'intera somma così recuperata venga usata solo per ridurre i tagli ai comuni o «ammorbidire» il contributo di solidarietà, che dovrebbe scattare solo da 180-200mila euro in su. C'è poi la «patrimoniale» ipotizzata dalla Lega che però, avverte un dirigente Pdl di primo piano, «dovrà essere esaminata nella sua praticabilità». L'unica cosa che pare certa, perché è condizione irrinunciabile per la Lega, è che non verranno toccate le pensioni.

Tutto, però, dovrà essere verificato al tavolo domani. Per Tremonti quelle circolate fino ad ora sono solo 'ipotesi giornalistiche', il ministro attende di conoscere le misure che concretamente arriveranno domani da Lega e Pdl. Di sicuro, non si potrà contare sul sostegno dell'opposizione, vista l'intransigenza del Pd («La manovra è peggiorata, faremo opposizione dura», ha detto oggi Enrico Letta) e il no di Pier Ferdinando Casini: «E' sparito il clima di coesione nazionale e non voto una manovra senza riforme». La maggioranza, del resto, fa già abbastanza fatica a trovare un'intesa interna. «Ancora non si può dire con certezza quali saranno i cambiamenti - ha detto Bonaiuti -, quello che appare è il salvataggio dei piccoli comuni, il demandare la questione delle Province, soprattutto, a un disegno costituzionale più ampio con dentro anche il dimezzamento dei parlamentari e rivedere il contributo di solidarietà».

Nuovi cambiamenti ma Casini avverte: «Voteremo no» - Un aumento dell'Iva, una supertassa per i i redditi oltre i 150-200 mila euro e meno tagli ai Comuni.
Sono questi, secondo il quotidiano La Repubblica alcuni degli elementi di novità della manovra correttiva dei conti pubblici alla base dell'accordo che Pdl e Lega perfezioneranno nel vertice di domani sera tra Bossi e Berlusconi. Il leader dell'Udc, Casini, intervistato dal quotidiano ha annunciato il suo voto contrario considerando concluso il clima di coesione nazionale.
Pierferdinando Casini, leader dell'Udc, commentando questo nuovi orientamenti della maggioranza, ha detto: «E' sparito il clima di coesione nazionale e non voto una manovra senza riforme. Questi provvedimenti rischiano di essere bocciati dai mercati, il Paese si fa male da solo. Ha vinto la vecchia politica del rinvio, la maggioranza ha i numeri ma agonizza».

Rotondi: «L'Opposizione non si sottragga al confronto» - L'opposizione deve confrontarsi sulla manovra. Lo ha chiesto il ministro per l'Attuazione del programma Gianfranco Rotondi: «La quadra trovata da Pdl e Lega sulla manovra è il risultato di un lavoro di responsabilità da parte della coalizione che governa il Paese. I correttivi che verranno apportati non sono contro qualcuno ma nell'interesse della nostra economia e dunque degli italiani. L'opposizione ora non si sottragga al confronto ed eviti chiusure preconcette».

Romano ai centristi: «Non usate alibi per non votare» - Le forze del «terzo polo» non devono cercare «alibi» per non votare la manovra. Lo ha detto il ministro delle Politiche agricole Saverio Romano: «La manovra è la risposta più efficace che il governo ad agosto potesse dare in maniera rapida alla speculazione internazionale. Il fatto che non preveda riforme strutturali non può e non deve costituire un alibi per rigettare la manovra e non votarla. In ballo c'è il futuro del nostro Paese. Le forze politiche di opposizione che avevano abbandonato il terreno dello scontro ideologico per avviarsi verso il confronto di merito non devono perdere la motivazione per continuare a farlo».

Il Pd chiede un'imposta sui grandi patrimoni immobiliari - Il Pd chiede una imposta sui «grandi patrimoni immobiliari» per trovare risorse che permettano di evitare tagli agli enti locali. Lo ha ribadito il responsabile economia del partito Stefano Fassina: «Dopo due settimane di liti continue durante le quali il governo e la maggioranza si sono divisi su tutto, non ci sono soluzioni per correggere le gravissime iniquità e l'assenza di misure per lo sviluppo della manovra di Ferragosto. Il prospettato aumento dell'Iva sarebbe iniquo e depressivo per i consumi».
Ha aggiunto Fassina: «La strada per evitare insostenibili tagli agli asili nido, alle mense scolastiche, all'assistenza alle famiglie ed agli anziani, al diritto allo studio, al trasporto pubblico e ai pesantissimi aumenti di tasse e tariffe è un'altra.
Per restituire le risorse sottratte a Regioni, Province e Comuni si deve intervenire con un 'imposta sui grandi patrimoni immobiliari. Il Pd domani presenterà i suoi emendamenti.
Verificheremo sul campo da martedì mattina se la maggioranza è davvero disponibile, nell'interesse del Paese, a correggere una manovra, al tempo stesso, insostenibile ed inadeguata».
Ha concluso Fassina: «Noi democratici saremo insieme a tutti coloro che si mobiliteranno per chiedere il cambiamento della manovra economica del governo e dunque saremo domani a Milano con i sindaci dei piccoli comuni, il primo settembre alla mobilitazione di Cisl e Uil davanti al Senato e il 6 settembre con i lavoratori e le lavoratrici per lo sciopero generale indetto dalla Cgil».