6 aprile 2020
Aggiornato 00:30
Inchiesta P4

Stefania Craxi: Congresso della Lega sulla pelle del Deputato Pdl

«Il voto su papa è un colpo a Berlusconi. Clima da monetine: rabbrividisco»

ROMA - «Qualcuno ieri in Parlamento ha detto che 'si è consumato il congresso della Lega su un nostro deputato. Concordo pienamente». Così il sottosegretario agli Esteri Stefania Craxi, ospite di «24 Mattino» su Radio ha commentato il via libera della Camera all'arresto di Alfonso Papa legandolo alle tensioni all'interno della Lega.

«Se le prove contro Papa erano così schiaccianti - ha detto Craxi - qualcuno può pensare che potesse inquinare le prove, o scappare, o reiterare il reato? Nessuna di queste tre possibilità possono riguardare l'on. Papa. Quindi è un voto politico. Penso a Mannino, 23 mesi in carcerazione preventiva, al 40% della popolazione carceraria poi scagionata dopo mesi di carcere, penso all'on. Mercadante in Sicilia, a Bruno Contrada. Penso a tanti». Per la Craxi il vero obiettivo è Berlusconi: «E' evidente che il colpo arriva non solo a un Parlamento che dà una risposta imbelle alla campagna mediatica contro la manovra finanziaria che non prevede tagli a costi della politica e dunque come nel '93 si è arreso alla prepotenza delle procure rinunciando al primato della politica. Ma certamente il colpo è dritto al presidente del Consiglio. Il problema è che il suo alleato di sempre, ovvero Bossi, ha perso anche lui nel congresso della lega che si è tenuto ieri».

Poi la Craxi ha fatto un paragone con il '92 e ha parlato del clima da monetine evocato da Di Pietro: «Mi fa venire i brividi - ha detto -. Alcune analogie in effetti ci sono, c'è lo stesso comportamento dei pm fuori controllo con la sistematica violazione del segreto istruttorio e la disponibilità della stampa, che sembrano tante tricoteuses. Ma è diverso il contesto. Mani pulite fu l'assalto della magistratura a un sistema di finanziamento illecito. Fu di natura politica l'assalto, e furono di natura politica le conseguenze. Nel '92 si è consentito che si distruggessero i 5 partiti storici che hanno fatto grande l'Italia, e si è consentita la distruzione di un'intera classe dirigente».

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