20 ottobre 2019
Aggiornato 03:00
Il Tribunale del riesame conferma la Cassazione

P4, no al ritorno di Papa in carcere

Il parlamentare Pdl: Ennesimo colpo di scure alle accuse del pm di Napoli. Non mi stupiscono gli ultimi pronunciamenti perché confermano la falsità delle accuse a me rivolte per le quali ho trascorso 101 giorni dietro le sbarre

ROMA - Il Tribunale del Riesame, conformandosi a quanto precedentemente deliberato dalla Corte di Cassazione, ha rigettato ieri l'appello dei Pn Henry J Woodcock e Francesco Curcio contro l'ordinanza di scarcerazione nei confronti del parlamentare Pdl Alfonso Papa che dal 20 luglio 2011 trascorse 101 giorni a Poggioreale in seguito al voto favorevole della Camera alla richiesta di autorizzazione all'arresto da parte del gip di Napoli con l'accusa di associazione a delinquere, nell'ambito dell'inchiesta sulla cosiddetta P4. Dei 26 capi di imputazione per Papa ne restano in piedi due, con l'accusa di concussione. Lo ha reso noto il Pdl, con una nota.

«Il Tribunale del Riesame - ha spiegato il legale di Papa, Lello D'Alise - ha confermato quanto sostenuto dalla difesa e accolto dalla Corte di Cassazione in merito all'insussistenza dei gravi indizi sia per l'associazione per delinquere in concorso con Luigi Bisignani e con alcuni componenti delle forze dell'ordine, sia sul tentativo di concussione ai danni di Giuseppe De Martino. Il Riesame ha inoltre escluso definitivamente l'ipotesi relativa alla ricettazione delle schede telefoniche».

«La pubblica accusa subisce l'ennesimo colpo di scure», ha commentato Papa. «Non mi stupiscono gli ultimi pronunciamenti perché confermano la falsità delle accuse a me rivolte per le quali ho trascorso 101 giorni dietro le sbarre. Confido nella magistratura e sono certo che la verità emergerà nel processo, come già sta accadendo. Dei 26 capi di imputazione inizialmente contestatimi oggi ne sopravvivono due relativi a episodi di concussione per un valore che eguaglia la metà del mio reddito attuale. Di questo mirabolante processo, che i giornalisti seguono assai poco, non perdo neppure un'udienza. Ogni appuntamento con i miei ex colleghi di Napoli è un salto nel passato».