25 febbraio 2024
Aggiornato 06:30
Il caso Papa

Scontro infuocato alla Camera su risconoscibilità voto segreto

Cicchitto: «Violata segretezza, non dovrà mai più ripetersi»

ROMA - Scontro infuocato alla Camera sulle modalità con cui ieri opposizioni e alcuni leghisti hanno deciso di rendere riconoscibile il voto a favore dell'arresto di Alfonso Papa, nonostante il voto segreto. Dopo la decisione della presidente di turno Rosy Bindi di rimettere la questione di ammissibilità e legalità sollevata dal Pdl all'ufficio di presidenza, in aula si è aperto un dibattito molto acceso con momenti di forti tensioni. Che ha visto intervenire i capigruppo parlamentari dei diversi gruppi e far rischiare al deputato Amedeo Laboccetta l'espulsione dall'aula, più volte richiamato all'ordine dalla presidente Bindi.

Il capogruppo Pd Dario Franceschini ha voluto mettere agli atti Camera la «assoluta libertà» dei Deputati di far conoscere come votano anche in presenza di votazioni segrete, ricordando numerosi e fantasiosi precedenti nelle votazioni parlamentari.«Chi vuole votare palesemente malgrado lo scrutinio segreto per non essere accusato all'esterno - ha sottolineato- può farlo senza che per questo la legittimità della votazione risulti compromessa. Nulla osta che il singolo deputato renda palese il suo voto con uno stratagemma tecnico».

Immediata e altrettanto netta la replica del capogruppo Pdl Fabrizio Cicchitto, il cui intervento è comunque servito a chiudere un dibattito in aula che stava accendendo gli animi e che avrebbe anche potuto creare un nuovo scontro fra Pdl e Lega, posto che alla riconoscibilità del voto sono ricorsi anche deputati leghisti (ieri come in diverse e storiche votazioni parlamentari), compreso il capogruppo Marco Reguzzoni.
«Non c'è alcun dubbio - ha detto Cicchitto - che il tema del rispetto della tutela della segretezza del voto quando questa è decisa esiste e va affrontato perchè la tragedia accaduta ieri può essere destinata a ripetersi e trasformare in parodia le votazioni segrete. A causa di quanto accaduto - ha affermato - è possibile anche che vi siano gli estremi per una invalidazione del voto di ieri: le parole stesse di Franceschini sono la conferma che il voto non è stato segreto. Ma un voto parlamentare o è segreto oppure non lo è. E noi ieri abbiamo visto che il meccanismo del voto segreto può essere aggirato: è indispensabile ora la garanzia che questa cosa non si abbia mai più a ripetere. Se questo problema non avrà dalla presidenza una risposta seria, metteremo in questione la nostra adesione a questo tipo di votazione». .