20 ottobre 2019
Aggiornato 07:30
Inchiesta P4

Papa mercoledì in Giunta: Chiederò un voto di coscienza

«Convincerò i Deputati della mia innocenza. Costruirò con Alfano il partito degli onesti»

ROMA - Alfonso Papa non si dimetterà nè dal Pdl nè dalla Camera per evitare l'imbarazzo del voto sulla richiesta di arresto da parte dei magistrati Napolitano che indagano sulla cosiddetta P4 e che lo vedono al centro del 'sistema Bisignani' deviazioni e distorsioni nel funzionamento della democrazia.

Una votazione su cui, compatte le opposizioni nell'essere pronte a dire sì ai magistrati - almeno nelle posizioni ufficiali di gruppo al netto di probabili votazioni segrete - la maggioranza non riesce ad orientare la bussola. Umberto Bossi ha preannunciato un possibile sì agli arresti anche da parte dei deputati della Lega ma, in vista della riunione della Giunta immunità della Camera di mercoledì prossimo dove è certo che Papa si presenterà ma non è detto che già vi sia il voto, è attesa fra oggi e domani da via Bellerio la scelta definitiva del Carroccio. Del pari, domani Angelino Alfano si presenterà per la prima volta da segretario, all'assemblea dei deputati del Pdl che deve decidere se difendere il suo parlamentare, scaricarlo come ha fatto Bossi o invece, come prospettato da Ignazio La Russa, affidarsi alla coscienza dei singoli e lasciare libertà di voto ai deputati.

Su questa ultima strada sembra giocare le sue carte Papa che, alla vigilia della riunione della Giunta, ha rivendicato pubblicamente significato e valore del plateale applauso da lui tributato all'acclamazione di Alfano segretario al Consiglio Nazionale di venerdì scorso e sottolineato che si è sbagliato di grosso chi ha pensato a lui quando Alfano ha annunciato la volontà di «costruire il partito degli onesti, perché purtroppo non tutti lo sono». «Non era - ha affermato Papa intervistato dal Corriere della sera - un applauso ironico: io mi ritengo una persona onesta e perbene. Per questo ho applaudito e sottoscritto ogni parola detta da Alfano».

«Su di me una montagna di menzogne» - «Su di me - ha argomentato Papa, preannunciando la linea della sua difesa mercoledì in Giunta - è stata scritta una montagna di menzogne, per questo personalmente sono sereno: in questa vicenda sono solo una tragica vittima». E se «in tutti questi giorni mi sono imposto un doveroso silenzio, inevitabile per chi è al contempo uomo politico e magistrato», il tempo del mutismo ora è finito. «Mercoledì - ha proseguito il deputato Pdl- avrò finalmente la possibilità di ristabilire la verità: sono assolutamente estraneo a tutto. Alla Lega e a tutti gli altri non chiedo una difesa di casta. Chiedo che le mie parole vengano ascoltate e poi, spero, siano verificate. E' a quel punto, dopo che tutto questo sarà accaduto, che tutti potranno agire e giudicare, votando secondo coscienza«