15 settembre 2019
Aggiornato 19:30
Caso Ruby

Vendola: «La piazza delle donne dimostra che c'è un'altra Italia»

Lo dice in un intervento pubblicato oggi dal quotidiano inglese «Guardian»: «Serve una nuova sinistra, io sono pronto a questa sfida»

ROMA - La manifestazione di ieri dimostra che esiste «un'altra Italia», diversa da quella berlusconiana, e serve una «nuova sinistra» capace di andarle incontro. Lo dice Nichi Vendola, in un intervento pubblicato oggi dal quotidiano inglese Guardian. «Io - avverte il leader di Sel - sono pronto a questa sfida». Vendola si dice «orgoglioso di essere tra coloro, uomini e donne, che hanno dimostrato che combattere contro l'archetipo di onnipotenza maschile incarnato da Silvio Berlusconi è un atto politico. C'è un'Italia migliore di quella che gli osservatori stranieri hanno raccontato, meravigliandosi della popolarità e della capacità di resistenza di Berlusconi di fronte ai suoi molteplici scandali sessuali. E' l'Italia che non è mai stata sedotta da lui».

Il comportamento di Berlusconi, precisa Vendola, «non riguarda solo le sue abitudini sessuali. E' un'ulteriore conferma di ciò che Berlusconi e una grande parte della classe politica della destra italiana pensano delle donne e della legge. Nella visione del mondo promossa dal 'berlusconismo' entrambe sono state mercificate come proprietà privata di coloro che hanno denaro e potere. Il 'berlusconismo' è una piaga della società italiana al posto della solidarietà, propone un falso individualismo. Anziché spronare al duro lavoro e alla professionalità, racconta ai giovani che possono diventare i ricchi usando la furbizia, le truffe e il loro corpo».

Conclude Vendola: «Come siamo arrivati a questo? La responsabilità cade anche sulle spalle della sinistra. Ci siamo 'addormentati al volante', mentre Berlusconi e le sue televisioni trasformavano l'Italia». Ora, «una sinistra rinnovata non può essere un semplice mix di radicali e riformisti, pronti al compromesso con la destra sui temi principali per timore di allarmare il centro. Pensare che questo tipo di 'realpolitik' possa farci vincere le elezioni è illusorio. La sinistra italiana deve offrire una narrazione alternativa al 'berlusconismo'. Questo significa sia un credibile programma politico - che offra risposte alle questioni della moralità, del lavoro, dell'immigrazione e di una economia sostenibile - ma anche una leadership. Discutiamo di quello che vogliamo per l'Italia. Scegliamo la persona che meglio sa interpretare i desideri dei cittadini italiani, che sono molto più elevati di quelli che i loro attuali volgari governanti stanno offrendo. Io sono pronto per questa sfida».