19 settembre 2019
Aggiornato 10:30
Caso Ruby

Bonino: «Bene mobilitazione donne, ora tradurre in proposte politiche»

La vice presidente del Senato: «Per raggiungere l'equiparazione di potenzialità per le donne italiane»

ROMA - Tradurre in proposte politiche il successo della piazza di ieri, con la manifestazione delle donne contro Berlusconi per il caso Ruby. Lo dice Emma Bonino, radicali, vice presidente del Senato.
«Sono molto contenta che fossero tantissime in piazza e penso anche che il dibattito di questi giorni, con le analisi anche le più scettiche e critiche, sia stato un contributo molto importante per le organizzatrici per evitare luoghi comuni o scivoloni che mi parevano alle porte», dice Bonino a Radio radicale.

«ORA PROPOSTE POLITICHE» - «Ora c'è la parte più difficile - aggiunge - cioè tradurre questo slancio in proposte o iniziative politiche. Per noi l'attenzione alla valorizzazione del patrimonio al femminile dal punto di vista meritocratico è stata una costante e quindi ci adopereremo perché questa grande corrispondenza di piazza poi trovi un incanalamento in proposte concrete. Con l'associazione «Pari e dispare» ne abbiamo avanzate alcune, come quella sull'utilizzo dei fondi derivati dall'innalzamento dell'età pensionabile femminile. Spero sia stato evitato qualunque intento moralistico, l'idea di dividere fra buone e cattive. Anche perché francamente in tutta questa vicenda penso che a venir meno sia stata semmai la dignità degli uomini. Spero che riesca ad essere una spinta per l'intera democrazia, e non solo per l'universo femminile che è parte maggioritaria della popolazione italiana. E che si riescano a portare avanti queste esigenze anche per le donne immigrate che nel nostro paese subiscono le conseguenza di una politica dell'immigrazione o dell'espulsione francamente drammatiche. Non ho apprezzato certe parti del documento di convocazione, in particolare quando faceva riferimento ai valori etici, morali e religiosi che dovrebbero ritornare in auge. Ma ritengo che questa spinta possa e debba essere incanalata per raggiungere una equiparazione di potenzialità per le donne italiane».