29 ottobre 2020
Aggiornato 12:00
Diritti Umani

Sakineh, Frattini: speriamo si possa arrivare a liberazione

Il Ministro: «Gesti di forza potrebbero essere dannosi per la sorte di Sakineh»

ROMA - Intervenendo al programma Uno Mattina su Rai Uno, il ministro degli Esteri Franco Frattini ha aperto uno spiraglio sulle sorti di Sakineh, la donna iraniana condannata a morte in Iran perché giudicata colpevole di adulterio e dell'omicidio del marito, prospettando addirittura l'ipotesi di una sua liberazione.
«Sappiamo che alla fine, sarà una decisione del governo se eseguire la condanna a morte o se invece, come noi desideriamo, lasciare libera questa donna», ha spiegato Frattini. Ricordando la recente visita del vicepresidente iraniano a Roma, Hamid Baghaei, il capo della diplomazia italiana ha aggiunto: «L'impegno di tutti noi è di salvare la vita di Sakineh e, attraverso azioni di diplomazia internazionale, convincere le autorità iraniane a fare gesto di clemenza». «Ho parlato con il vicepresidente iraniano, in visita a Roma, di un fatto importante: se c'è il perdono della famiglia della persona uccisa, del marito - e pare che questo perdono ci sia o stia arrivando - ci potrebbe addirittura essere la liberazione di Sakineh».
Pressione diplomatica, quindi, e non «gesti di forza, che potrebbero risultare dannosi per la sorte di Sakineh», ha concluso il ministro.