16 luglio 2024
Aggiornato 14:00
Caso Scazzi

L'udienza del riesame finita dopo sette ore

Entro sabato la decisione dei Giudici su Sabrina. La ricostruzione dei Pm durata quasi tre ore

TARANTO - E' durata circa sette ore l'udienza camerale del Tribunale del riesame che doveva decidere sul ricorso presentato dalla difesa di Sabrina Misseri per ottenere la scarcerazione o in alternativa una misura cautelare meno rigida. La prima sezione del Tribunale, presieduta da Alessandro De Tommasi, relatore Massimo De Michele a latere Benedetto Ruberto, avrà tempo adesso fino a domani, intorno alle 13, prima della chiusura delle cancellerie, per prendere la sua decisione e liberare Sabrina Misseri, così come richiedono gli avvocati difensori Vito Russo ed Emilia Velletri, oppure confermare la detenzione preventiva in carcere così come chiedono il procuratore aggiunto Pietro Argentino e il sostituto Mariano Buccoliero, che formano l'accusa della Procura della Repubblica di Taranto.

Nel corso dell'udienza i legali hanno evidenziato in quattro punti i motivi per i quali, secondo loro, Sabrina Misseri non poteva essere arrestata. La prima eccezione riguarda la convalida del fermo eseguita con notevole ritardo, da parte del gip Martino Rosati. Ma Vito Russo ed Emilia Velletri hanno anche eccepito sull'uso delle dichiarazioni di Sabrina nel corso di precedenti interrogatori, ai quali la ragazza era stata sottoposta come persona informata sui fatti, ma non solo. In discussione i legali Russo e Velletri hanno evidenziato come l'ultimo interrogatorio a cui è stato sottoposto Michele Misseri in carcere è stato svolto con delle modalità fuori dal normale, in particolare, è stata contestata la presenza della criminologa Roberta Bruzzone, che secondo la difesa non aveva titolo a partecipare all'interrogatorio, ma soprattutto non poteva fare domande e suggerire risposte allo stesso Michele Misseri. L 'accusa, da parte sua, ha evidenziato ricostruendo nei dettagli il racconto fatto dal padre di Sabrina, Michele Misseri, che ha in un primo momento chiamato in correità la figlia e successivamente ha addossato a quest'ultima tutte le responsabilità.

MaMa non solo: agli atti processuali la procura ha fatto entrare anche alcuni stracci dei diari di Sarah. Nonostante la difesa della Misseri si fosse opposta, il Tribunale del riesame ha accolto quanto richiesto dai pubblici ministeri, che nel loro intervento durato quasi tre ore, hanno ricostruito minuto per minuto quanto successe quel tragico pomeriggio. Ad aggravare il quadro indiziario contro Sabrina, secondo i pubblici ministeri ci sarebbero anche le dichiarazioni non confermate di Sabrina e Mariangela, di Sabrina e sua madre Cosima, di Sabrina e la signora Anna, di Sabrina e Alessio Pisello, di Sabrina e il padre. E anche l'alibi precostruito della stessa estetista di Avetrana, che secondo l'accusa della procura, telefonò al cellulare di Sarah ben sapendo che questa era già morta. A conferma di ciò secondo il duo Argentino -Buccoliero ci sarebbe anche il tentativo, molto pesante, della famiglia di Michele Misseri che con insistenza, spinta da persona allo stato non identificati, ma nell'ambito di uffici legali, ha tentato di far cambiare il difensore allo stesso Michele. Peraltro nel pomeriggio di ieri in un'intervista alla «Vita in diretta», Carmine Misseri ha detto che era stata Valentina con insistenza a chiedergli di fare pressioni su Michele perché cambiasse avvocato, dettandogli persino il telegramma, che ora si trova tra gli atti della procura e che con molta probabilità finirà in un fascicolo d'inchiesta parallelo. Al termine dell'udienza nessuno ha voluto rilasciare dichiarazioni su quanto è successo nelle sette ore di camera di consiglio. Adesso i giudici del Tribunale del riesame hanno meno di 48 ore per decidere sulla sorte della giovane di Avetrana.