8 aprile 2020
Aggiornato 17:30
Direzione PDL

Berlusconi: un patto con Fli. La replica: «Deludente e tardivo»

Il Premier: «Non ci sarà alcun passo indietro ma semmai cinque passi in avanti», ma sale la fibrillazione. Fini parlerà domenica a Perugia

ROMA - La mattina, erano apparsi insieme ancora una volta per la Festa delle Forze Armate. Ma l'apparente tregua fra il presidente della Camera Gianfranco Fini e il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi Berlusconi è durata poco. Nel pomeriggio il premier davanti alla platea della direzione del Pdl ha messo in campo la piena autoassoluzione da ogni accusa politica e morale che gli è piovuta addosso in questi giorni promettendo «una lotta senza quartiere contro le nuove macchine del fango che costruiscono accuse false e gravi contro di me». E l'accenno a una possibile «vendetta della mafia» contro di lui. «Non ci sarà alcun passo indietro ma semmai cinque passi in avanti», ha sottolineato riprendendo i 5 punti del suo programma.

Il gioco del cerino - Aprire la crisi in questo momento - ha detto Berlusconi - sarebbe atto autentica irresponsabilità che il Paese non merita. Da qui, parole chiare rivolte a Fini e Fli. «Futuro e Libertà ha il dovere di dire subito se intende andare avanti con noi: Altrimenti non avrà senso andare avanti e chiederemo con forza di andare a elezioni».
Insomma il premier, davanti alla platea della Direzione Pdl, ha l'onere di ripassare il cerino in mano a Gianfranco Fini. E i finiani, in attesa del grande appuntamento di domenica a Perugia, reagiscono secondo le loro varie anime. Qualcuno si dice accomodante, ma sia Fabio Granata che Italo Bocchino parlano di un discorso «tardivo, deludente e senza prospettiva». Parole ispirate direttamente, pare, da Fini che ha seguito il premier davanti alla tv. Poco dopo la smentita del portavoce Fabrizio Alfano, «ricostruzioni prive di fondamento, Fini parlerà domenica». Risposta che aumenta la fibrillazione attorno al governo ma nascondono anche la difficoltà del passaggio del week-end e il tentativo di tenere unite le due anime di Fli. E Umberto Bossi in serata da parte sua commenta: Fini non aprirà la crisi, perché ha paura delle urne.

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