8 aprile 2020
Aggiornato 18:30
Direzione del PdL

Fini: non accetto il centralismo carismatico

Il presidente della Camera rivendica il diritto al dissenso e a dire quello che non va

ROMA - Gianfranco Fini nega che il suo sia un tradimento e riconosce la leadership di Berlusconi, ma non fa un passo indietro nell’intenzione di creare un’area politico culturale che a lui faccia riferimento.
Nessuno vuole mettere in discussione la leadership di Berlusconi, «chiedo se è lecito organizzare all«interno del partito un«area politico-culturale» di chi esprime opinioni contrarie alla maggioranza. Lo ha detto il presidente della Camera, Gianfranco Fini, durante il suo intervento alla Direzione nazionale del Pdl.

«Attenzione a non passare - ha sottolineato - dal centralismo democratico, come era quello del Pci, al centralismo carismatico. Non contesto la leadership di Berlusconi, chiedo se è lecito avere opinioni diverse e organizzare all«interno del partito un«area politico-culturale».
Fini ci ha tenuto a dire che lui non vuole una corrente «nel senso deteriore del termine» perché quelle un tempo venivano fatte per spartirsi fette di potere, ma non è questo il suo obiettivo.

«La leadership di Berlusconi non è messa in discussione, almeno da chi vi parla. Avere opinioni diverse rispetto al premier e presidente del partito significa esercitare un preciso diritto-dovere», ha precisato Fini.
«Dire che su alcune vicende abbiamo delle opinioni diverse è dimostrazione di alto tradimento a tal punto di meritare bastonature mediatiche o allestimento di roghi o da ipotizzare licenziamenti come per i dipendenti infedeli? O è dimostrazione di lealtà?».
«Te lo dico in faccia - ha detto Fini guardando Berlusconi - questa è la prima volta che abbiamo occasione di parlarci davanti alla nostra gente: il tradimento alligna in coloro che sono adusi all«applauso e alla critica approvazione salvo poi, quando i leader girano le spalle... Raramente è tradimento di coscienza quello di chi si assume la responsabilità in pubblico e in privato di porre certe questioni. Non credo sia alto tradimento dire che alcune cose non vanno».

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