20 giugno 2024
Aggiornato 11:30
Il delitto di Avetrana

La madre di Sarah: Michele dice la verità

«Sabrina non lo farà mai. Sono colpevoli entrambi, ancora non so come sia stato possibile». Nel mentre l'alibi della ragazza vacilla, lo testimoniano i tabulati

ROMA - «Mio cognato dice la verità. Sabrina no. Colpevoli sono tutti e due perché se lui ha occultato il corpo è colpevole», ma «bisogna vedere chi l'ha uccisa. E' qui il dilemma». Concetta Scazzi, la madre di Sarah, parla in esclusiva a News Mediaset dopo la pubblicazione dei file degli interrogatori.
«Tuttora - continua Concetta - io non credo che lui (Michele Misseri, ndr) abbia fatto queste cose. Non mi so spiegare quello che hanno fatto. Non me lo so spiegare. Una spiegazione logica non ce l'ho. Non si può uccidere una persona per cose futili», come la gelosia per Ivano. Se avesse la possibilità di parlare sia a Sabrina che a Michele, Concetta direbbe alla nipote «primo di dire la verità perché lei non la sta dicendo. Non la sta dicendo e non la dirà mai», mentre invece Michele «la sta dicendo».
«Colpevoli sono tutti e due perché se lui ha occultato il corpo...è colpevole. Bisogna vedere chi l'ha uccisa. E' qui il dilemma», continua, «vedremo. Qui è tutto ingarbugliato».
Infine la possibilità di perdonare i colpevoli dell'omicidio della figlia: «E' un discorso molto complesso. Non è molto sbrigativo come fanno in genere».

Vacilla l'alibi di Sabrina Misseri. Secondo i tabulati telefonici arrivati in questi giorni in Procura la ragazza alle 15.19 del 26 agosto non era, come ha raccontato, alla ricerca di Sarah, ma il suo cellulare ha agganciato la cellula di Nardò in provincia di Lecce compatibile con quella dove è stato trovato il cadavere di Sarah. I tabulati sono arrivati nei giorni scorsi sui tavoli degli inquirenti che hanno analizzato un sms arrivato sul telefono di Ivano alle 15.19 minuti: da quel contatto gli investigatori si sono convinti che Sabrina Misseri non era ad Avetrana, come lei stessi aveva rilevato, ma si trovava nei pressi del pozzo dove poi era stata ritrovata Sarah.
Secondo gli investigatori, 40 minuti di vuoto nell'alibi della ragazza, insieme ai 45 minuti utilizzati dal padre, che era arrivato a 'lavorare' i fagiolini alle 15.45, fanno sì che sia possibile ritenerla responsabile anche di occultamento di cadavere. I suoi legali, Vito Russo ed Emilia Velletri, contestano ai magistrati la ricostruzione delle celle, in quanto se le celle telefoniche sono sovraccariche non è detto che aggancino la cella di competenza ma una cella più lontana, rimbalzando da un posto all'altro. La Procura non ritiene credibile questa versione e starebbe lavorando ad una propria che incastrerebbe definitivamente la ragazza.