29 gennaio 2020
Aggiornato 08:30
L'inchiesta «P3»

Caliendo si difende: ho la coscienza a posto

Il Sottosegretario alla Giustizia: «Mai fatto pressioni nè un affare sporco. Non mi dimetto, ho la fiducia di Berlusconi»

ROMA - «Proprio non me l'aspettavo di finire indagato in questa inchiesta, perchè di tutte le accuse, di tutti i fatti descritti, io non ho fatto niente. Ma proprio niente e lo dimostrerò». Lo dice Giacomo Caliendo, il sottosegretario indagato nell'inchiesta sulla cosiddetta P3 in un colloquio con La Stampa.

RESTO AL MIO POSTO - «Più di 40 anni di magistratura e mai, dico mai, sono stato nemmeno avvicinato da personaggi dubbi o per richieste strane», assicura Caliendo che a proposito dell'accusa di aver fatto pressioni sui giudici costituzionali per il lodo Alfano spiega «Mai fatto fatto alcuna pressione, quello era diventato un gioco di società, tutti a fare conti e previsioni. Ma io non ne ho mai parlato e nemmeno conosco i giudici costituzionali». Il sottosegretario ha anche incontrato il premier Silvio Berlusconi, «mi ha dato la sua fiducia», dice ed esclude quindi di dimettersi: «No. Perchè la fiducia di Berlusconi e la mia coscienza mi danno la certezza matematica di non aver commesso nulla. Non dico di illecito ma nemmeno di scorretto».