3 aprile 2020
Aggiornato 22:30
Inchiesta riciclaggio

Resta in carcere ex di TiSparkle, Mazzitelli

Respinta l'istanza di scarcerazione anche per Comito. Parere negativo del Pm per Rossetti

ROMA - La lettera inviata dai familiari al presidente della Repubblica non ha portato il risultato sperato. Il gip del tribunale di Roma, Aldo Morgigni, ha respinto le istanze per la scarcerazione o la concessione degli arresti domiciliari, presentate dai difensori dell'ex amministratore delegato di Telecom Italia Sparkle, Stefano Mazzitelli e dall'ex manager di Tis, Massimo Comito. I due sono in carcere da quasi novanta giorni per il coinvolgimento nell'inchiesta sulla presunta maxi operazione di riciclaggio per la quale sono state arrestate 56 persone, e tra gli altri, il senatore Nicola Di Girolamo e il fondatore di Fastweb Silvio Scaglia.

PARERE NEGATIVO DEL PM - Sulla scorta di quanto fatto da Scaglia, rispetto ad un interessamento del Quirinale, i familiari di Mazzitelli e Comito, così come di Antonio Catanzariti, avevano chiesto un intervento del capo dello Stato. Il padre di Mazzitelli, ad Apcom, nei giorni scorsi, aveva spiegato che il figlio, durante il periodo di detenzione, ha perso 15 chili di peso. Il gip Morgigni, nel provvedimento di rigetto, ha spiegato che dagli interrogatori resi nei giorni scorsi ai pubblici ministeri, da Mazzitelli e Comito, non sarebbero emersi elementi utili per giustificare una interruzione della misura cautelare in atto o ad una attenuazione della stessa.
La Procura ha dato parere negativo alla scarcerazione per Mario Rossetti, già membro del consiglio d'amministrazione di Fastweb e in favore del quale numerose personalità hanno manifestato il proprio sostegno, anche attraverso il blog silvioscaglia.it.

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