1 giugno 2020
Aggiornato 09:30

Le carceri italiane sono sempre più sovraffollate

67.542 detenuti alle 18 di ieri a fronte dei 59.060 presenti al primo gennaio

ROMA - Carceri italiane sempre più sovraffollate, con una popolazione di detenuti che, alle 18 di ieri, ammontava a 67.542 unità a fronte delle 59.060 presenti al primo gennaio. I detenuti stranieri sono 24.944 (36,93 %), gli italiani sono 42.598 (63%). Il 44% dei detenuti riveste posizione giuridica di imputato, il 53% ha riportato condanne definitive. Gli ultimi dati sono resi noti dalla Uil Pa Penitenzia che sottolinea: «Non si può non vedere il dramma che si consuma all'interno delle nostre prigioni. L'incredibile sovrappopolamento e le condizioni afflittive, umilianti ed inumane della detenzione e del lavoro stanno trasformando, inesorabilmente, le nostre carceri in luogo di supplizio e tortura.

Intanto, con i tre agenti aggrediti e feriti ieri da un detenuto al Tribunale di Genova e l'agente ferito da un detenuto presso l'infermeria del carcere di Avellino, sale a 67 il numero di agenti penitenziari feriti dall'inizio dell'anno. Inoltre 23 sono stati i suicidi e 32 i suicidi sventati in extremis dalla polizia penitenziaria. Tre le evasioni portate a termine, quattro tentate e sventate. «D'altro canto - spiega il sindacato - le violente proteste registrate a Fossano, Verbania, Venezia, Vicenza e Porto Azzurro per non parlare dell'incendio al Beccaria o delle battiture a Catania, Poggioreale, Genova e Roma. Questi sono chiari segnali di cosa attende gli operatori penitenziari nelle prossime settimane.

» Per quanto riguarda la polizia penitenziaria, spiega Eugenio Sarno, segretario generale della Uil Pa Penitenziari, a fronte delle circa 42mila unità previste in organico può contarne su appena 34.988 in servizio effettivo. Se si detraggono al totale complessivo le centinaia di unità impiegate in compiti amministrativi, complementari e sussidiari «emerge quel quadro di emergenza operativa ben noto a tutti». Inevitabile quindi che sull'intero territorio proliferino le manifestazioni di protesta. A Livorno, per esempio, da nove giorni gli agenti rifiutano il vitto. Analogamente in Piemonte, Emilia, Sicilia, Abruzzo, Liguria,Toscana sono state già programmate manifestazioni di protesta. Domani davanti Regina Coeli a Roma si terrà un sit-in che avvierà la protesta anche nel Lazio.

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