11 luglio 2020
Aggiornato 21:30
«Raiperunanotte»

Santoro: con i partiti in Rai Italia prigioniera del conflitto

Così il presentatore ha avviato ieri sera la trasmissione: «Abbiamo il diritto e dovere di parlare e di farci sentire»

BOLONGA - «Non voglio tirarla per la giacca. Sono qui soltanto per ribadire che se i partiti non abbandonano la Rai e le istituzioni di garanzia, il nostro paese rimarrà sempre prigioniero del conflitto di interessi». Così Michele Santoro rivolgendosi al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha avviato ieri sera «Raiperunanotte» la trasmissione al PalaDozza di Bologna, contro la decisione di sospendere i talk show politici in Rai per rispettare la par condicio.

Santoro cita la radio libera di Danilo Dolci, chiusa 40 anni fa dalla polizia. «Noi - dice concludendo la sua introduzione - non solo abbiamo il diritto di parlare, ma anche il dovere di parlare e di farci sentire. Stasera accendiamo le nostre luci perché ricominci 'Anno Zero'. Il video, prima di dare spazio alla musica di Nicola Piovani, è un repertorio di alcune immagini riprese nel corso della manifestazione del Pdl a Roma sabato scorso.

La trasmissione era iniziata con un video storico con Benito Mussolini che incita la folla e, a seguire, un pezzo di un video con il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi che urla ai simpatizzanti del Pdl: «Volete che torni al Governo questa sinistra?». I seimila presenti al palazzetto dello sport cominciano a inveire contro il premier.

Prende poi la parola Santoro che, dal mezzo del campo di palasport emiliano, esordisce rivolgendosi al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: «Noi non siamo al fascismo - dice il giornalista - ma certe assonanze sono comunque preoccupanti... Noi siamo qui per il nostro lavoro di giornalisti. Quarant'anni fa, proprio il 25 marzo, Danilo Dolci decise di infrangere le regole e di fondare la prima radio libera».