24 gennaio 2021
Aggiornato 17:00
Inchiesta Bari sanità

Vendola all'attacco: indagato? Il mio è buongoverno

«Per caso Lo Groscino dovrei avere lodi, ma questa è politica»

BARI - Nichi Vendola, governatore della Puglia, in una video lettera su Youtube si difende dalle accuse di concussione per cui sarebbe iscritto al registro degli indagati della procura di Bari. E sottolinea: in clima di campagna elettorale «la lotta politica si può svolgere su tanti piani». Nella videolettera, diffusa quando ha saputo che la stampa di oggi avrebbe dato la notizia, Vendola parla con la telecamera puntata addosso e sottolinea che se fosse tutto vero, non si sentirebbe «offeso o scalfito» anzi resterebbe «sereno»: l'episodio sarebbe frutto dell'interesse a riavere un «professore di chiara fama pugliese al lavoro in Puglia».

Insomma, «buon governo» e non «una ragione per essere indagato». Secondo la stampa, Vendola è indagato per alcune nomine a direttore sanitario che sarebbero legate a divisioni partitocratiche. Così Vendola ripercorre la vicenda: «il professor Giancarlo Logroscino è un medico di fama mondiale, ma è anche un pugliese, di Bari. Io gli ho chiesto di tornare e mettere a disposizione della Puglia il suo talento. Lui ha riflettuto ed è tornato e lavora in Puglia. Oggi - racconta ancora Vendola - i giornali titolano su di una mia iscrizione al registro degli indagati per questa storia. In un'Italia in cui puoi diventare primario anche se sei ignorante come una capra, purchè tu sia ben protetto dai partiti, noi abbiamo costruito una storia differente», e per questo, insiste il governatore della Puglia, «io sarei iscritto al registro degli indagati».

«Capisco - afferma Vendola - che questa è la settimana delle primarie e che la lotta politica si può svolgere su tanti piani a volte anche inclinati, che rischiano di portarci in un dirupo. Io però ho una grande serenità nella mia coscienza e la consapevolezza di non aver mai offeso le regole e il codice penale, di aver lavorato al servizio della Puglia e dei pugliesi». «Se fosse vera la mia iscrizione al registro degli indagati, seppur con richiesta di archiviazione, come scrivono i giornali di oggi - conclude Vendola - devo confessarvi che resto sereno. Questa vicenda è un episodio di buon governo ed è incredibile che possa essere capovolta in un episodio da analizzare con la lente del codice penale».