20 gennaio 2021
Aggiornato 07:30
L'inchiesta della Procura di Bari

Scandalo sanità, nuova indagine per Nichi Vendola

Il Governatore pugliese accusato di abuso d'ufficio, peculato e falso. Tra gli indagati ci sono anche gli ex assessori alla sanità Alberto Tedesco e Tommaso Fiore. Di Pietro: Bene Vendola, chi è innocente va dai Magistrati. Quagliariello: Noi garantisti, PM corretti

BARI - Un'altra indagine in meno di 24 ore sulla testa di Nichi Vendola. Il presidente della Regione Puglia ha ricevuto l'avviso di conclusione delle indagini della Procura di Bari su una transazione da 45 milioni conclusa tra il governo regionale e l'ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti. I reati ipotizzati sono abuso d'ufficio, peculato e falso. Dopo l'avviso di garanzia notificato ieri per concorso in abuso d'ufficio su presunte pressioni per la nomina di un primario, Vendola si ritrova coinvolto in un'altra vicenda giudiziaria.

Tra gli indagati ci sono anche gli ex assessori alla sanità Alberto Tedesco e Tommaso Fiore. «Si tratta di un atto transattivo del 2009 - spiega Fiore - sul quale il Consiglio di Stato si deve ancora esprimere».L' indagine condotta dai pm Desirèe Digeronimo, Francesco Bretone e Marcello Quercia - nasce come costola della maxi inchiesta sull' associazione a delinquere, guidata dall'ex assessore Alberto Tedesco, che per anni avrebbe gestito una parte della sanità pugliese. Tedesco aveva seguito anche l'accordo con l' ente di Acquaviva delle Fonti. Atto poi però concluso e ratificato dalla successiva composizione della giunta Vendola. Il problema riguarda proprio quella delibera, poi annullata in autotutela dalla stessa giunta Vendola e che oggi, dopo un contenzioso col Miulli finito davanti al Consiglio di Stato, sta costringendo la Regione a restituire all'ente di Acquaviva differenze tariffarie per 150 milioni di euro.

Di Pietro: Bene Vendola, chi è innocente va dai Magistrati«Il governatore della Puglia ha fatto una cosa corretta, quella di dire subito, appena ricevuto l'avviso di garanzia: 'io sono sereno e vado dai magistrati'. Io nel 1996 per un avviso di garanzia mi dimisi. Non chiedo tanto ma chiedo che si rispetti la magistratura e ci si metta a disposizione della magistratura». Così il leader dell'Idv Antonio Di Pietro, intervistato da Tgcom24, ha commentato l'indagine che vede coinvolto il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola.

Blasi (Pd): Siamo convinti che Vendola risulterà estraneo - Il Pd pugliese è convinto che il presidente della Regione Nichi Vendola risulterà estraneo alle accuse. Lo ha detto il segretario regionale del Pd Sergio Blasi: «Da sempre garantisti sulle vicende giudiziarie, è doveroso aspettare che i magistrati facciano i dovuti accertamenti. Il rigore e il rispetto delle regole deve infatti valere per tutti, anche per chi ha le responsabilità nella nomina di un primario ospedaliero. La scelta di uno scienziato di fama internazionale, gli sforzi per fare di un reparto un punto di eccellenza nazionale, ci rendono convinti che la vicenda vedrà estraneo il Governatore della nostra Regione da qualunque accusa. Sono convinto infatti che gli anni di governo di Nichi Vendola si sono sempre caratterizzati per la volontà di costruire una regione più efficiente e trasparente, mostrando a tutti che è possibile disegnare un Sud diverso, migliore, capace di competere con le regioni del Nord.»

Quagliariello: Noi garantisti, PM corretti - «Su Nichi Vendola il PdL conferma il proprio coerente garantismo. Quel che il centrodestra aveva da dire sulla gestione politica della sanità pugliese l'ha sempre detto senza sconti; altri profili non ci competono e sarà l'autorità giudiziaria ad occuparsene». Lo dichiara Gaetano Quagliariello, vicecapogruppo vicario del PdL al Senato.