20 giugno 2019
Aggiornato 21:00
Politica & Giustizia

Il Csm contro le parole del Premier, insorge il Pdl

Al Senato l'aula vota sul processo breve. Mercoledì il via libera

ROMA - Il rapporto fra la magistratura e Silvio Berlusconi ancora al centro della scena politica e dello scontro fra le istituzioni e fra gli schieramenti politici. Mentre al Senato, superati gli scontri procedurali di mercoledì, si procede alle votazioni sul disegno di legge che istituisce il processo breve, il Consiglio superiore della magistratura accende i riflettori sulle frasi pronunciate dal presidente del Consiglio, che ha paragonato «l'aggressione» di alcuni giudici nei suoi confronti a quella fisica subita un mese fa in piazza Duomo per mano dello psicolabile Massimo Tartaglia.

La prima commissione del Csm ha deciso infatti di acquisire anche le ultime dichiarazioni del premier, in conferenza stampa a Palazzo Chigi, agli atti del fascicolo 'a tutela' già aperto per accuse rivolte in precedenza da Berlusconi ai magistrati: dalle parole pronunciate lo scorso settembre contro le Procure antimafia di Milano e Palermo, all'intervento a Ballarò, ad ottobre, quando il premier parlò di «pm comunisti».

«L'apertura di un fascicolo da parte del Csm è del tutto legittima», commenta il portavoce dell'Idv Leoluca Orlando, secondo il quale «le continue aggressioni di Berlusconi ai magistrati sono un atto di di terrorismo istituzionale». Dura invece la reazione del coordinatore Pdl Sandro Bondi, secondo il quale l'intervento del Csm «è una vera e propria aberrazione della concezione del diritto e della democrazia» e rappresenta una grave intimidazione». «Il ministro Bondi ha perso un'occasione per tacere: la vera aberrazione è la dichiarazione del premier che ha paragonato l'aggressione subita a Milano alle 'aggressioni giudiziarie'», replica dal Pd la deputata Donatella Ferranti.

In mattinata intanto l'aula del Senato ha avviato le votazioni sul ddl che istituisce il processo breve approvando l'articolo 1 che riguarda gli indennizzi (la cosiddetta legge Pinto) in caso di violazione del diritto alla ragionevole durata del processo. Approvati anche due articoli aggiuntivi proposti dal relatore, accantonato invece un ulteriore emendamento che riguarda i giudizi contabili. L'esame del provvedimento riprenderà martedì prossimo alle 11.30.