11 dicembre 2019
Aggiornato 15:00
Confronto a Napoli con i militanti di FLI

Fini: intercettazioni e processo breve non sono una priorità per l'Italia

Stoccata del leader di Futuro e Libertà al Governo: «Finora solo tagli e iniziative paradossali»

NAPOLI - «Bisogna occuparsi davvero di ciò che è nell'agenda degli italiani medi» ha ribadito Gianfranco Fini. Ipotizzando che siano gli italiani a compilare l'agenda del Parlamento, «non credo che inserirebbero le intercettazioni e il processo breve ma ben altre questioni». Crescita del paese e crisi sono stati tra gli argomenti affrontati dal presidente della Camera durante il confronto a Napoli con i militanti di Futuro e Libertà.
«L'idea di giustizia sociale di questo governo non corrisponde all'idea del nostro centrodestra - ha dichiarato - Confindustria, non un'organizzazione bolscevica e sovversiva, non esclude, nell'ambito delle riforme, un intervento sui patrimoni più cospicui e ipotizza un contributo straordinario di solidarietà a carico delle categorie con redditi più elevati. E il presidente del Consiglio cosa fa? Dice che non è possibile perchè si colpirebbe il proprio elettorato di riferimento. Ma Berlusconi sa che il voto al Pdl non l'ha dato solo una elite di milionari, ma anche centinaia di migliaia di impiegati,operai e cassintegrati. Il popolo degli elettori è quello in cui convivono imprenditori e giovani in cerca della prima occupazione».

Fini ha ribadito la necessità di ritrovare la fiducia degli elettori e ridurre la distanza tra elettori e politica. Ha sottolineato anche i punti principali del programma di Futuro e Libertà: legalità, giustizia sociale, identità nazionale, lavoro e rilancio del Meridione. A chi li ha accusati di aver voltato le spalle al governo che avevano contributo a far nascere, ha replicato: «Non siamo noi a essere venuti meno agli impegni, sono altri che li hanno mandati al macero quegli impegni, un giorno dopo averli proclamati in televisione». Ha parlato della crisi globale, quella crisi che il governo «ha negato fino a un minuto prima che esplodesse - ha detto Fini - Membri autorevoli del Consiglio dicevano che non ci sarebbe stata necessità di intervenire nei conti pubblici nel 2011 e nel 2012, vizio antico di confondere la propaganda con la politica». Fini ha accusato il governo di aver adottato finora «tagli lineari» e di non aver indicato, sul piano economico-sociale, una soluzione di prospettiva. «Finora solo iniziative paradossali» ha detto Fini, «persino una tassa aggiuntiva per chi farà domanda per i concorsi pubblici».