27 giugno 2019
Aggiornato 10:30
Salute. Nuova influenza

Rezza: primo picco passato ma non è tutto finito

L'epidemiologo dell'Iss: «L'inverno è lungo. Non si deve abbassare la guardia e pensare che tutto sia finito»

ROMA - I morti accertati della nuova influenza umana in Italia restano 142, come 2 giorni fa, 11 dicembre, lo stesso vale per il numero dei ricoveri in ospedale, fermi a 811, e i casi gravi, fermi a 439, e si conferma così la diminuzione del numero dei contagi e dei ricoveri. Il primo picco è alle spalle ma «è presto per dire è tutto finito», perchè «l'inverno è ancora lungo»: ne è convinto l'epidemiologo dell'Iss Giovanni Rezza.

«Ci siamo apparentemente - afferma al telefono con Apcom - messi alle spalle un primo picco, che è stato caratterizzato da un'ascesa molto rapida come numero di contagi, una fase di plateau, stabilizzazione, per circa due settimana, e una terza fase di declino, parallela al suo avvio. Tutto come previsto dai modelli, ma non si deve abbassare la guardia e pensare che tutto sia finito. A questo punto infatti rimane un'ampia popolazione suscettibile, soprattutto di età inferiore ai 15 anni».

La fascia di età più colpita, infatti secondo gli ultimi dati del ministero della salute è sempre quella pediatrica (0-14 anni), con un'incidenza pari a 9,63 casi per mille assistiti nella fascia dei bambini più piccoli di 0-4 anni e 7,94 per mille nella fascia 5-14 anni). Nella fascia di età 15-64 anni l'incidenza è pari a 2,88 e tra gli individui di età pari a 65 anni e oltre a 0,84 casi per mille assistiti. Nella fascia di età pediatrica quindi la diffusione del virus - spiega Rezza - è stata maggiore, e rapida, anche se «con un andamento capriccioso»: ci sono state, ad esempio, scuole decimate, altre risparmiate, e all'interno delle stesse scuole classi dove tutti hanno contratto l'influenza e altre senza alcun ammalato. Inoltre «con pochissima trasmissione a livello di comunità, anche tra coloro che erano a contatto con i bambini ammalati».

E' chiaro - precisa l'immunologo - che al di là dei casi segnalati e diagnosticati ce ne sono altri non riconosciuti, con sintomi lievi o asintomatici, ed è quindi difficile dire quantificare la popolazione che è rimasta suscettibile ma è probabile che ce ne sia in abbondanza», e - avverte - «l'inverno è lungo, quindi invito alla cautela, come ha fatto anche l'Ecdc americano, non si può tirare un bilancio adesso».