31 agosto 2025
Aggiornato 21:30

Europee, Si vota. Berlusconi: Sinistra perde. Pd: No astensione

A mezzanotte chiusa una delle campagne elettorali più infuocate

ROMA - Oggi si aprono le urne per europee e amministrative e si chiude una delle campagne elettorali più infuocate della storia recente. Iniziata sotto lo shock del terremoto in Abruzzo, la competizione elettorale si è via via incattivita per le polemiche sul caso-Noemi e per la pubblicazione della motivazione di condanna dell'avvocato David Mills, che chiama in causa il presidente del Consiglio. Berlusconi si mostra ottimista, attacca la sinistra che «cavalca le vicende personali» e annuncia vittorie anche in molte roccaforti 'rosse'. Il Pd continua con l'appello contro l'astensione, il primo nemico da battere per Dario Franceschini che chiede all'elettorato di centrosinistra di fare muro per frenare il Cavaliere. Sono state le ultime scaramucce, prima del black out elettorale che questa volta sarà un po' più breve del solito visto che le operazioni di voto inizieranno già alle 15 di oggi.

Il voto di questo fine settimana, dice Berlusconi, «sconfiggerà pesantemente questa sinistra, come questa sinistra si merita», dal momento che «ha fatto una campagna elettorale basata sulle calunnie e sul gossip. Ma ho fiducia nell'intelligenza degli italiani». E ancora: «La sinistra non avendo idee, non avendo un programma e non avendo nemmeno veri leader, ha fatto questa campagna di attacco soprattutto personale al presidente del Consiglio e, dicendolo con una battuta, ha sostituto la carta dei valori e il manifesto elettorale e il programma con Novella 2000». Il premier annuncia una «operazione mediatica», subito dopo il voto, per ripristinare la «verità» dopo le polemiche di queste settimane su Noemi Letizia e aerei di Stato; assicura di non avere «mai mentito», denuncia di essere stato vittima di una «campagna elettorale meschina, ignobile e indegna» e, commentando le foto della sua villa pubblicate dal Pais dice: «Vadano a quel... Pais, mi sono scocciato».

Franceschini, come già accade da qualche giorno, evita di tornare sulle vicende personali del premier («Il gossip ha inquinato troppo questa campagna elettorale«), lo accusa piuttosto di vivere in una «torre d'avorio» e ripete che è in gioco la «qualità della democrazia», ribadendo che tutto dipenderà dallo scarto tra Pdl e Pd. Insomma, un appello al voto utile, sia pure effettuato attraverso una perifrasi. Di sicuro, insiste, non è il momento di astenersi: «Chi oggi sceglie la strada dell'astensione e del non voto, di fatto è come se votasse per Berlusconi e per la destra». Invece «è meglio non svegliarsi l'8 giugno in un Paese con un padrone assoluto e il Pd è l'argine a quello strapotere».

A far concorrenza al Pd, però, ci sono tutti gli altri partiti di opposizione, a cominciare da Italia dei valori. Antonio Di Pietro ha evitato ieri di incalzare esplicitamente i democratici e rivolge un appello contro l'astensione: «Chi non va a votare - ha detto Di Pietro a Napoli - è come un naufrago che, in mezzo al mare, rinuncia a nuotare». Più diretto Pier Ferdinando Casini: «Il Pd è in stato confusionale, la vera alternativa a Berlusconi è l'Udc». Tesi simile a quella sostenuta dalla lista comunista di Prc e Pdci: «Pd e Idv - dice Paolo Ferrero - fanno un'opposizione inutile. Il vero voto utile è per noi».