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In Giappone l'impianto solare galleggiante più grande al mondo

In acqua, sul terreno o sul tetto, i progetti di energia solari sono fioriti in Giappone negli ultimi anni sulla scia del timore nucleare. Ma in questo momento il vento sembra aver cambiato direzione

TOKYO - Decine di migliaia di pannelli fotovoltaici disposti su una vasta distesa d'acqua: la più grande centrale solare galleggiante del mondo si trova a solo un'ora da Tokyo. Nel sito di Yamakura, nella prefettura di Chiba, gli operai hanno terminato l'installazione di 51mila pannelli fotovoltaici. Sono fissati sui galleggianti, che sono a loro volta ancorati a diversi metri di profondità.

Energia fotovoltaica sull’acqua
Per l'azienda giapponese Kyocera TCL Solar è il quinto progetto di questo tipo: «Dato che ci sono molti bacini e laghi artificiali in Giappone abbiamo deciso di sviluppare sull'acqua i grandi progetti di energia solare fotovoltaica - ha spiegato la portavoce di Kyocera, Hina Morioka -. Sull'acqua i pannelli non rischiano il surriscaldamento. E questo dovrebbe garantire un maggior rendimento rispetto ai dispositivi su terra». L'impianto, che sarà operativo dal 2018, è formato da 51.000 pannelli installati su un'area di 180.000 metri quadri. Si stima che genererà 16.170 megawattora all'anno, abbastanza per soddisfare le esigenze energetiche di 5000 abitazioni e per evitare di riversare nell'atmosfera 8.000 tonnellate di CO2 all'anno, l'equivalente del consumo di 19.000 barili di petrolio.

Una politica contro il nucleare
In acqua, sul terreno o sul tetto, i progetti di energia solari sono fioriti in Giappone negli ultimi anni sulla scia del timore nucleare. Ma in questo momento il vento sembra aver cambiato direzione. «Dopo il disastro di Fukushima è nata quasi una mania per le energie rinnovabili e il governo ha chiaramente premuto l'acceleratore - ha sottolineato Kimiko Hirata della ong Kiko Network - ma ora ho la sensazione che stia frenando questa politica per concentrare gli sforzi sul rilancio del nucleare e la costruzione di nuove centrali a carbone».

Un rapporto pubblicato a margine della COP22 di Marrakech conferma i timori di Hirata perché classifica il Giappone tra i "cattivi maestri" nelle azioni contro l'ambiente. «Secondo il governo le rinnovabili giapponesi sono ancora troppo marginali e poco competitive rispetto a Cina ed Europa, mentre l'energia fossile attira molte aziende straniere», ha aggiunto.