2 giugno 2020
Aggiornato 01:30
Smart working

Pericoli dello smartworking: come il coronavirus ha cambiato il mondo del lavoro

La pandemia di COVID-19 ha accelerato lo sviluppo dello smartworking, con dei pericoli a livello di protezione dei dati, aumento di phishing tramite e-mail con titoli riguardanti anche il coronavirus

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Smart working Unsplash

La pandemia di COVID-19 oltre ad aver colpito fortemente il sistema sanitario di molti paesi ha creato un danno economico senza precedenti, colpendo soprattutto il terzo settore. La linea generale internazionale è stata quella di introdurre un periodo di quarantena per limitare i contagi, permettendo solamente ai lavoratori indispensabili di compiere i propri impieghi; a causa di queste misure tutte le aziende e interi settori del mercato sono stati bloccati.

Questa decisione ha avuto un enorme costo sotto il punto di vista dei profitti obbligando gli imprenditori ad eseguire dei tagli e perfino dei licenziamenti; la maggior parte delle aziende globali hanno dovuto tagliare i budget della sicurezza IT a causa del corona-virus. La conseguenza è un minor livello di sicurezza generale che va di pari passo con l’aumento di attacchi hacker.

Molte ditte private e anche alcuni organi pubblici si sono organizzati per lo smartworking o lavoro agile, permettendo così a i propri impiegati di lavorare da casa.

Questo rende più vulnerabili coloro che lavorano da casa i quali hanno una protezione minore ed hanno registrato un aumento di phishing tramite e-mail con titoli riguardanti anche il coronavirus in pochissimo tempo.

Alcuni dati dimostrano come questo repentino modo di lavorare abbia delle conseguenze sulla protezione digitale e che rende gli impiegati molto più vulnerabili poiché molto spesso inconsapevole e non preparati a riconoscere e gestire un possibile tentativo di furto di dati; necessitando una formazione ed un insegnamento in materia in modo tale da renderli utenti consapevoli e non degli sprovveduti.

Lavoro agile e rischio informatico

Un’ulteriore problema del lavoro agile è che lavorando da casa gli impiegati mettono in pericolo non solo dati e informazioni aziendali ma soprattutto dati sensibili personali. La pandemia potrebbe cambiare per sempre il modo di lavorare di moltissime aziende ed è per questo che urge un rinnovamento ed una migliore gestione dello smartworking.

Nonostante i rischi appena elencati la domanda di lavorare direttamente da casa con solo l’ausilio di un computer è in aumento, poiché sotto alcuni punti di vista è estremamente utile: basti pensare ad un genitore con un bambino piccolo che non può permettersi una babysitter, oppure chiunque debba assistere un genitore anziano.

Un futuro mondo del lavoro basato ancora di più sulla tecnologia e sul cloud necessita una maggiore cybersicurezza poiché gli hacker puntano soprattutto alle fasce che hanno meno dimestichezza con il web poiché sono estremamente più vulnerabili; un altro fattore negativo è che le mail di phishing sono sempre più realistiche e quindi ancora più difficili da distinguere da quelle originali.

Come proteggersi dai rischi online

Considerando il momento il momento storico e le forti difficoltà dovute alla crisi economica derivante dal COVID-19 un eventuale furto di dati potrebbe essere il colpo di grazie per varie aziende.

Ma una Virtual Private network può essere la soluzione, ovvero una rete privata individuale che permette di rimanere anonimo online, ti aiuta a rilevare e a bloccare potenziali minacce hacker, malware e qualsiasi altra possibile minaccia permettendoti di essere visibile da qualsiasi stato del mondo potendo quindi usufruire di servizi esclusivi per determinati paesi.

Questa tecnologia funziona tramite la criptazione del tuo traffico internet rendendolo quasi intercettabile e molto difficile da decifrare, oscurando persino l’indirizzo ip e localizzandoti nel luogo del server VPN.

E’ un servizio molto consigliato anche per chi utilizza reti wifi pubbliche, poiché esse sono attraversate da un enorme traffico di dati il quale rende molte semplice un possibile hacker o malintenzionato.

Ricapitolando il coronavirus ha costretto il mondo del lavoro ad uno stravolgimento, obbligando la maggior parte delle ditte al lavoro da casa, esponendo così i propri dipendenti a dei rischi informatici sui quali non sono preparati, il che li rende il bersaglio perfetto per essere delle vittimi di un crimine informatico.

Emerge quindi una responsabilità delle aziende le quali hanno il compito di formare il proprio personale a riconoscere e gestire dei potenziali rischi come mail di phishing o altre strategie, purtroppo l’unica cosa accaduta è un taglio per la cyber sicurezza il che lascia i lavoratori in balia del proprio destino. Esistono però delle soluzioni che possono ridurre notevolmente questi rischi, ed una d esse è l’utilizzo di una VPN ovvero una rete che permettere di nascondere i propri movimenti online rendendoci quasi del tutto anonimi.

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