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C'è il bonus per la quotazione in borsa delle PMI

Il nuovo decreto per le piccole e medie imprese che si quotano in borsa prevede dei finanziamenti con un tetto massimale di 500mila euro

C'è il bonus per la quotazione in borsa delle PMI
C'è il bonus per la quotazione in borsa delle PMI (Shutterstock.com)

MILANO - Ingrassare i portafogli delle imprese italiane. I passi avanti fatti negli ultimi mesi sono stati realizzati al raggiungimento di questo scopo. Prima con l’estensione dello strumento dell’equità crowdfunding anche alle PMI, ora con il nuovo decreto del MISE che prevede la possibilità per stesse di quotarsi in borsa e ottenere delle agevolazioni.

Un’opportunità importante questa, per le PMI, come ci aveva confermato tempo addietro Alessandro Lerro, presidente di AIEC (Associazione Italiana Equity Crowdfunding), quando ancora non vi era la conferma che il decreto per la quotazione sarebbe stato inserito all’interno della Legge di Bilancio 2018. Le piccole imprese che si quotano in Italia, infatti, sono molto poche rispetto ai paesi europei. Erano 290 nel 2014 contro le 595 della Germania e le circa 2mila del Regno Unito.

Benchè il 95% delle imprese italiane appartenga a una singola famiglia, l’iscrizione delle stesse sul mercato quotato dell’AIM potrebbe rappresentare una leva importante, da non sottovalutare. L’AIM, nella fattispecie, è il mercato dedicato alle piccole medie imprese ad alto potenziale di crescita che conta, a oggi, 90 società quotate, numero che - secondo AIM - potrebbe arrivare a 300 entro il 2020, con una capitalizzazione di mercato pari a 15 miliardi di euro.

Il nuovo decreto introdotto dal MISE, introduce un credito d’imposta per le PMI che si quotano in borsa. Per poter usufruire di questi agevolamenti la presentazione dell’istanza deve essere stata presentata a partire dal 1° ottobre dell’anno della quotazione sino al 31 marzo dell’anno successivo. Il nuovo decreto per le piccole e medie imprese che si quotano in borsa prevede dei finanziamenti con un tetto massimale di 500mila euro, oltre a numerose altre attività agevolabili.

Per rientrare nei benefici del credito d’imposta le piccole e medie imprese devono rientrare nella definizione dalla raccomandazione 2003/36/CE. Inoltre, le PMI devono aver iniziato una procedura di ammissione alla quotazione in un mercato regolamentato o in sistemi multilaterali di negoziazione dopo il 1° gennaio 2018 con ammissione entro il 31 dicembre 2020. E oltre che in Italia possono operare entro uno stato membro dell’unione europea o dello spazio economico europeo.

Le attività ammissibili al credito d’imposta per le PMI che si quotano in borsa sono sette. Abbiamo attività di supporto ad altre imprese (assistenza nella redazione di un piano industriale), attività finalizzate ad attestare l’idoneità della società all’ammissione e alla successiva permanenza sul mercato. Attività di collocazione presso gli investitori delle azioni quotate e quelle finalizzate a supportare l’emittente nella revisione delle informazioni finanziarie storiche o prospettiche finalizzate a predisporre un report. Attività di comunicazione effettuata tramite interviste, eventi e presentazioni alla comunità finanziaria.

«Rispetto al passato in questo momento c’è un’enorme attenzione da parte di investitori italiani su titoli italiani quotati (anche di piccole e medie dimensioni) grazie ai Pir (oltre 12 miliardi di euro raccolti) - ci spiega Fabio Brambilla, presidente di Assofintech -. Nel prossimo futuro quindi chi si quoterà potrà beneficiare di un maggior interesse da parte del mercato dei capitali italiano (normalmente restio ad investire in patria) e nel medio/lungo periodo potrà beneficiare di condizioni sul credito più convenienti e maggiore disponibilità ad accedere a capitali di rischio grazie alla quotazione».

Il credito d’imposta è utilizzabile in compensazione e deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di maturazione del credito e in quelle successive finchè non se ne esaurisce l’uso.