26 settembre 2022
Aggiornato 21:01
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Web tax comunitaria, fino al 5% del fatturato per le imprese digitali

Una misura che andrebbe a colpire solo i grandi gruppi che abbiano ricavi superiori ai 750 milioni di euro

Web tax comunitaria, fino al 5% del fatturato per le imprese digitali
Web tax comunitaria, fino al 5% del fatturato per le imprese digitali Foto: Shutterstock

MILANO - Imporre un’equa tassazione alle imprese digitali. E’ questo l’obiettivo della Commissione europea che la prossima settimana presenterà una proposta di legge su una web tax comunitaria che potrebbe colpire fino al 5% del fatturato. Una misura che andrebbe a colpire solo i grandi gruppi (le multinazionali, per intenderci, ndr.) che abbiano ricavi superiori ai 750 milioni di euro e vendite online rilevanti nell'Ue per almeno 50 milioni di euro, a prescindere che l'operazione avvenga intra Ue o con giurisdizioni extra Ue.

Le cifre sarebbero comunque in discussione e potrebbero subire delle alterazioni: la Commissione, presenta anche i diversi scenari fiscali a seconda del livello di aliquota, ipotizzando un raggio che va dall'1% al 5%, nell'ultima ipotesi i risultati potrebbero essere di 7,8 miliardi l'anno a livello Ue, mentre nel caso del 3% le stime indicano 4,8 miliardi di euro. Il pacchetto dovrebbe poi contenere tutta una serie di misure volte a definire una presenza digitale standard, diversa dalla presenza fisica utilizzata da oltre un secolo per tassare i profitti.

Intanto del tema si è parlato anche in seno all'Ocse, per chiudere un rapporto ad hoc in vista del G20 in Argentina. I Paesi, scrive l'Ocse, che si sono «impegnati ad avanzare una proposta comune, evidenziano che sulla questione attualmente esistono dei punti di vista divergenti sul modo di affrontarla». I 110 Paesi che fanno parte del gruppo pilota guidato dall'Ocse sull'erosione fiscale e i trasferimenti dei benefici non ha trovato una convergenza sulle misure da prendere a lungo termine e su quelle a breve in vista di un accordo globale». le divergenze in particolare riguardano Bruxelles e Washington.

Il nodo della questione dovrebbe quindi sciogliersi mercoledì prossimo, quando la Commissione UE presenterà la riforma della tassazione. In ogni caso è necessario che tutti i 28 siano d’accordo. Un accordo difficile, ma non impossibile dato il dibattito circa la posizione dominante esercitata in questi ultimi anni dai colossi del web.