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Cosa sono le altcoin, spiegate una volta per tutte

Sono tutte le monete virtuali che si sono susseguite a Bitcoin, circa mille, al momento

Cosa sono le altcoin, spiegate una volta per tutte
Cosa sono le altcoin, spiegate una volta per tutte (Shutterstock.com)

ROMA - L’esplosione dell’interesse nei confronti del mondo delle criptomonte (e di Bitcoin, in particolare), ha spinto molte persone a tuffarsi a capofitto in uno dei mercati più affascinanti, ma allo stesso tempo più pericolosi, degli ultimi tempi. Bitcoin è diventato un argomento da caffè, al mattino - davanti a una brioche - o al termine di una cena tra amici. Anche i telegiornali ne hanno parlato, probabilmente a un pubblico completamente ignaro del fenomeno. Ma Bitcoin non è più lo stesso dello scorso Natale, almeno sotto il punto di vista mediatico. Dopo aver raggiunto i 20mila dollari di valore, al momento in cui scriviamo, è sceso drasticamente a 8.800 dollari. E ha smesso di interessare i media, almeno quelli più mainstream.

Il fatto è che Bitcoin è solo la madre delle criptovalute. Certo, quella più famosa, ma non sicuramente l’unica. Avete mai sentito parlare di altcoins? Sono tutte le monete virtuali che si sono susseguite a Bitcoin, circa mille, al momento. «La altcoin più nota è sicuramente Ethereum, la seconda criptovaluta per capitalizzazione di mercato dopo Bitcoin, ed un progetto che sicuramente ha portato molto valore nel mondo cripto - ci spiega Chiara Baroni, di Spidchain -. Ethereum ha la sua propria blockchain e offre delle feature interessantissime: dalla scrittura degli smart contract, alle dapp, alla creazione di token, molto in voga al momento con il fenomeno delle ICO. Altre altcoin sono protocolli di pagamento, altre sono nate con l’obiettivo di risolvere quelli che si stavano dimostrando essere i limiti di Bitcoin. Alcune di queste, come BCash o Dash, sono fork di Bitcoin, quindi parliamo di altcoin basate sullo stesso software di Bitcoin, con alcune modifiche al codice».

Le altcoins nascono fondamentalmente per superare i limiti all’usabilità di Bitcoin, e possono differire dallo stesso in diversi modi. Alcune hanno un diverso modello economico o un diverso metodo di distribuzione delle monete, altre offrono un linguaggio di programmazione più versatile per costruire applicazioni, mentre altre ancora offrono più privacy rispetto a Bitcoin. In ogni caso, la maggior parte delle altcoin nascono per eludere i lunghi tempi d’attesa per la conferma delle transazioni e gli alti costi delle commissioni di Bitcoin. «Molte altcoin si sono concentrate sull’agirare questi problemi, e in effetti ci sono valute che permettono di confermare le transazioni in maniera istantanea e che hanno costi di commissione molto più bassi - teniamo presente che normalmente il costo delle fee è anche proporzionale al valore della criptomoneta, quindi e normale che quelle di BTC siano più alte - la sfida è fare ciò senza scendere a compromessi sulla sicurezza e sulla decentralizzazione del sistema - continua Chiara Baroni -. Ad oggi la proof of work di Bitcoin è ancora la più forte e sicura, mentre per velocizzare le transazioni molto spesso queste altcoin pagano un prezzo in sicurezza o nella decentralizzazione del sistema, con strutture ibride che si avvalgono di espedienti che comportano un certo grado di centralizzazione».

C’è da dire che la maggior parte delle altcoins non offre alcun vantaggio rispetto a Bitcoin, oltre a essere tipicamente più rischiose. I loro tassi di cambio sono spesso più volatili, e nel corso degli anni praticamente nessun altcoins ha mantenuto il suo valore contro Bitcoin. Le altcoins più importanti sono proprio quelle che cercano di correggere i suoi difetti, puntando a transazioni più immediate e fee esigue - come Litecoin e BCash.

«Abbiamo anche protocolli di pagamento come Stellar - spiega ancora Chiara -. Stellar è stata adottata come infrastruttura da varie organizzazioni no-profit, specie nei paesi in via di sviluppo, con lo scopo di consentire anche ai più svantaggiati di accedere a servizi di microcredito o mettere da parte i propri risparmi. Progetti come Cardano o NEO sono più paragonabili ad Ethereum, perché si tratta di valute basate su una loro propria blockchain che consentono di realizzare dapp e smart contract».

Ma cosa spinge davvero un investitore a scegliere una o l’altra moneta virtuale?
«Le motivazioni trascendono il potenziale tecnologico ed entrano nel campo della speculazione pura - conclude Chiara -. Chi investe in altcoin, anche in quelle molto al di sotto della top ten, lo fa magari con l’aspettativa di guadagni vertiginosi, a causa dell’estrema volatilità che caratterizza questi investimenti (con conseguenti rischi). Anche per gli investitori più cauti comunque è normale diversificare il proprio portafoglio tra Bitcoin e le altcoin più interessanti e tecnologicamente valide, ed è normale che ci sia molto interesse attorno a queste valute ed è giusto informarsi il più possibile per muoversi agilmente in questo mondo».

Uno degli ultimi meetup di Blockchain Roma, incontri dedicati a temi legati al mondo cripto e blockchain che Spidchain organizza ogni mese, è stato interamente dedicato alle altcoin, grazie agli ospiti Stefano Della Valle, Gaetano Santaniello e Remo Bonfante, che ci hanno parlato rispettivamente di IOTA, Dash e Lisk, tre altcoin molto popolari. L’evento ha segnato un record di partecipanti, segno che il tema, nell’ambiente, è uno dei più caldi al momento.