15 ottobre 2019
Aggiornato 08:30
criptomonete

Così ho venduto la prima casa in Bitcoin. A Torino

A Torino è avvenuta la prima compravendita di un immobile attraverso Bitcoin

Così ho venduto la prima casa in Bitcoin. A Torino
Così ho venduto la prima casa in Bitcoin. A Torino ANSA

TORINO - Tecnicamente lui non ha esattamente venduto la propria casa, ma ha reso possibile l’atto di vendita. Stiamo parlando di Remo Morone, il primo notaio in Italia ad aver reso possibile un passaggio di proprietà attraverso la madre delle criptomonete, il Bitcoin. Benchè Bitcoin, in questo momento, non goda esattamente di buona salute. Negli ultimi 30 giorni è passato da 17mila dollari a 9mila, sfiorando addirittura gli 8mila dollari la scorsa settimana, con un calo di oltre il 50%. Una vera e propria inversione di tendenza rispetto al periodo natalizio.

Al netto di questi tragici risultati, era la prima volta che si effettuava la compravendita di un immobile con Bitcoin, in Italia. Il passaggio di proprietà è avvenuto tra una giovane cinese che voleva acquistare casa a Torino e un venditore, evidentemente interessato alla moneta virtuale. Un alloggio in pieno centro, di un certo valore. «La transazione è avvenuta con serenità e con un certo piacevole spirito pionieristico: si tratta di soggetti giovani e brillanti», ci ha raccontato Remo Morone, proprietario dell’omonimo studio notarile fondato dal nonno nel 1910, e sempre attento alle nuove opportunità, mai ostativo nei confronti delle tecnologie e dell'innovazione in generale. «La compravendita è stata registrata con un procedimento normale. Imposte, tasse e notaio (per il momento) sono stati pagati in euro».

Certo è che addentrarsi nel terreno scivoloso delle criptomonete, soprattutto oggi, è molto rischioso. Negli ultimi giorni molte aziende, Facebook in primis, hanno dimostrato la loro titubanza nei confronti delle valute virtuali, contribuendo a far aumentare il loro tracollo. Una scommessa anche l’acquisto di un immobile, di fatto. «Ci sono molte differenze rispetto a una vendita con moneta corrente - ci spiega il notaio Morone -. Il pagamento è avvenuto in modo decisamente innovativo. Vantaggio della maggiore rapidità del trasferimento, che in dieci minuti era arrivato nel portafoglio del venditore. Svantaggio del fatto di non disporre immediatamente di denaro: non a tutti va bene essere acquirenti di Bitcoin. In questi giorni il suo valore è sceso drasticamente rispetto a poche settimane fa». La transazione è, infatti, avvenuta il 23 gennaio, quando Bitcoin valeva (secondo Coindesk) 10.839 dollari - oggi ne vale poco più che 9mila. Con la conseguenza che chi detiene Bitcoin, ha perso - in realtà - molto denaro.

Bitcoin in Sud Corea
Bitcoin in Sud Corea (ANSA)

Sicuramente un mondo affascinante, ciò malgrado, che non smette di attirare l’interesse, non solo degli investitori più abituali, ma anche delle persone meno esperte (purtroppo). E non è un caso che la compravendita sia avvenuta proprio a Torino, una città che si è sempre dimostrata molto pionieristica nei confronti della valuta virtuale. Nel capoluogo sabaudo c’è uno dei primi bancomat di Bitcon, installato qualche anno fa a Rinascimenti Sociali, in via Maria Vittoria, da parte della società Chainblock - che ha poi deciso di estendersi anche in altre parti d’Italia. Il bancomat di Federico (fondatore di Chainblock) permette di acquistare la moneta in modo semplice e veloce, nell’arco di 30 minuti. «Garantiamo un acquisto fino a 3mila euro al giorno», ci racconta lui. Certo, un costo da pagare per la transazione c’è, ed è del 7-8% sul totale della transazione medesima. Un costo che per Federico è accettabile se si considera la velocità della transazione, senza il rischio di correre variazioni di cambio.

Al netto della curiosità, tuttavia, le compravendite in Bitcoin (o altre monete virtuali), restano materia per esperti. E vi sconsigliamo caldamente di acquistarne se non ne sapete abbastanza. I dubbi, poi, arrivano anche dallo stesso notaio Morone: «Sono combattuto: qualche volta penso siamo agli albori di una rivoluzione di portata addirittura superiore a quella di internet, in cui il modo stesso delle relazioni umane sarà completamente ridefinito. Mi spiego: quello con i valori economici e la fiducia «disintermediati» dalla blockchain potrebbe essere un mondo quasi alla «John Lennon» di «Imagine». Dall’altro lato ogni tanto vengo colto dal sospetto che il mondo delle criptovalute sia un grosso «acchiappacitrulli» con molti gatti&volpi furbastri che spennano gli avventori poco avveduti e che tutte le belle evoluzioni sventolate siano invece come minimo premature».