28 febbraio 2020
Aggiornato 06:00
industria 4.0

Come Torino sarà il cuore della fabbrica del futuro (se tutto va bene)

Corsi di formazione, master e probabilmente due hub che saranno interamente dedicati alla fabbrica del futuro

Come Torino sarà il cuore della fabbrica del futuro
Come Torino sarà il cuore della fabbrica del futuro Shutterstock

TORINO - I numeri sono incoraggianti. L’interesse c’è tutto e - dovunque ti trovi - se si tratta di un evento che riguarda l’Industria 4.0, è difficile trovare una seggiola vuota. Per Torino, la strada da percorrere pare già segnata e sembra essere quella della manifattura. Manifattura che, in Italia, sta registrando un’impennata degna di nota, con un indice di 59 punti (ed essere sopra i 50 significa essere in completa espansione). I motivi di questo risultato? Export e iperammortamento. Da una parte la Germania che va come una locomotiva, dall’altra gli incentivi del Piano Industria 4.0, in particolare l’iperammortamento al 250% che ha fatto schizzare l’acquisto di macchine utensili. Ora c’è pure il bando per i Competence Center che - seppur arrivato con quasi un anno di ritardo - annovera tra pretendenti anche l’ateneo del capoluogo sabaudo, con particolare destinazione alla manifattura 4.0. Anche se ci stiamo seriamente interrogando su quale possa essere l’effettivo scopo di questi istituti voluti dal ministro Calenda con il Piano Industria 4.0.

Anche perché, al netto dei ritardi, le regione (e relativi enti) si sono dati da fare. Sulla scia dell’interesse convogliato a Torino per la manifattura 4.0 quale settore verticale del territorio, il Politecnico di Torino ha lanciato il Master in alto apprendistato in Manufacturing 4.0, un corso progettato per rispondere alla carenza di figure professionali nei nuovi processi manifatturieri. Insomma, un percorso di studi che ci prepara per lavorare nelle fabbriche del futuro. Gli studenti sono prima assunti in una serie di aziende che sono parte del progetto e, contemporaneamente, partecipano al master. «Saranno dai 13 ai 18 ragazzi - ci spiega il professore Luca Iuliano, referente del master  - per 1200 ore in due anni. Il percorso prevede due fasi con 400 ore di formazione in aula e la restante parte all’interno dei laboratori del Politecnico per applicare quanto imparato durante le lezioni». Il corso partirà il 9 aprile e, per chi fosse interessato, è già possibile fare l’applay direttamente sul portale del Politecnico.

Le materie di studio vanno dall’utilizzo dei Big Data (solo l’1% di questi viene adoperato oggi nelle aziende) per l’ottimizzazione del proprio modello di business (in particolare per la produzione) fino allo studio del rapporto uomo-macchina, nella prospettiva sempre più frequente di lavorare a stretto contatto con robot collaborativi. Laddove Industria 4.0 non è vista solo come impiego di nuove tecnologie, ma soprattutto come interpretazione di un nuovo modello organizzativo di fabbrica che deve rispondere a nuove esigenze di mercato. L’Industria 4.0, infatti, si basa su un nuovo concetto di manualità: se la tecnologia 4.0, serve a introdurre strumenti sempre più efficaci per rispondere alla duplice esigenza di velocità e prodotto assolutamente «su misura», restano gli uomini a dover utilizzare questi strumenti.

Il master in Manufacturing 4.0 andrà, naturalmente, a integrarsi con quelli che sono i piani già previsti per il Piemonte: il Manufacturing Technology and Competence Center e il Competence Center previsto dal piano Calenda (no, malgrado il gioco di parole, sono due istituti differenti). Del primo è stato avviato uno studio di fattibilità (in primo luogo per individuarne la sede) e si tratta di un progetto che - con quello voluto da Calenda - c’entra ben poco, anche se è facile fare confusione. Dentro il progetto dell'hub dedicato alla manifattura ci sono Unione Industriale di Torino, Camera di commercio di Torino, Università, Politecnico, Compagnia di Sanpaolo, Fondazione Crt, Equiter s.p.a, Comune e Regione. Mentre l’altro, quello voluto da Calenda, è previsto da un piano nazionale e il suo sviluppo dipenderà da un bando pubblico. Ergo, potrebbe anche non essere costruito. Certo è che il Politecnico di Torino intende parteciparci portandosi dietro tutto il suo know how. La declinazione? Manifattura 4.0, naturalmente. A Torino potrebbero sorgere quindi due hub con l'obiettivo di preparare le fabbriche a diventare «intelligenti».

«Ovviamente i due hub non saranno in concorrenza e avranno declinazioni differenti - ci spiega Luca Iuliano -. Sicuramente la Regione Piemonte e il Politecnico hanno investito molto in anticipo rispetto a quanto fatto a livello nazionale. Da oltre un anno abbiamo avviato la nostra piattaforma ‘Fabbrica Intelligente’ che prevede una serie di incentivi per PMI e organismi di ricerca che intendano sviluppare in Piemonte progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale sul tema della fabbrica intelligente». Insomma, qualcosa di davvero molto simile a quanto previsto dal decreto emanato per lo sviluppo dei Competence Center e, peraltro, finanziato dal MIUR con 40 milioni di euro.

Su teoria e pratica, va detto, quindi, che Torino (e il Piemonte), viaggiano a passo spedito. Da cambiare resta un po’ la mentalità delle aziende, ancora un po’ restie all’applicazione delle tecnologie, seppur molto interessate. E su questo spezziamo una lancia a favore delle nuove soluzioni intelligenti: non hanno i costi stellari che immaginiamo. Molto spesso è solo una questione di doversi fidare. Solo un po’ di più.