14 novembre 2019
Aggiornato 10:00
industria 4.0

Dattoli: «Saremo sempre più in grado di lavorare con le macchine»

Dattoli: «Paura del domani? Assolutamente no. Ho una visione molto positiva del futuro. Saremo sempre più in grado di collaborare con le macchine»

Dattoli: «Saremo sempre più in grado di lavorare con le macchine»
Dattoli: «Saremo sempre più in grado di lavorare con le macchine» Shutterstock

MILANO - Anche Talent Garden ha puntato sull’Industria 4.0. «E’ una delle maggiori leve che abbiamo - ci dice Davide Dattoli, fondatore di Talent Garden -. Un’opportunità che non possiamo perdere». Ancora una volta si parla di formazione. Anche perché nonostante i progressi effettuati in questi anni, il 60% degli studenti universitari italiani, l’Industria 4.0, non sa neppure cosa sia, comprese alcune delle principali aree dell’innovazione, come blockchain ed Internet of Things. E, dato ancora più allarmante, passando dalla teoria alla pratica, solo il 21,5% ha un'esperienza concreta nella gestione di progetti digitali.

«Dobbiamo favorire processi di formazione molto più rapidi e snelli che rispondano alle esigenze del mercato del lavoro, preparando studenti e lavoratori al continuo cambiamento», ci racconta ancora Davide, parlandoci nello specifico del Master in Digital Trasformation per il Made in Italy, avviato da Talent Garden, e giunto alla sua seconda edizione. Un progetto unico nel suo genere che unisce 12 settimane d’aula a 6 settimane di consulenza nelle aziende dei principali distretti produttivi italiani.

Sull’importanza della formazione si è concentrato anche il Governo che, oltre al credito d’imposta per le PMI, ha recentemente inserito nella Legge di Bilancio 2018, ben 50 milioni di euro per lo sviluppo degli Istituti Tecnici Superiori (ITS) sul territorio italiano. I 370 corsi formativi attualmente presenti in Italia, infatti, contribuiscono a creare una vera e propria forza lavoro: ben il 90% di chi si diploma all’interno di un Istituto Tecnico Superiore trova lavoro entro un anno. Questi numeri, però, non bastano. Il piano Calenda sulle competenze ci ha dedicato un vero e proprio capitolo, indicando come obiettivo quello di aumentare del 100% gli studenti iscritti agli Istituti Tecnici Superiori da qui al 2020. Secondo le stime si arriverebbe a ben 24mila studenti nei prossimi tre anni, mentre oggi a frequentarli sono solo 8mila, un numero ancora troppo basso per fare una rivoluzione industriale (digitale).

La sfida è importante, soprattutto se scendiamo per strada, e ci rivolgiamo alla comunità. Da una parte le PMI che faticano a comprendere la vera utilità dei processi tecnologici, dall’altra una comunità (quella italiana) che all’innovazione guarda ancora di sottecchi. Il rapporto Agi/Cenis parla chiaro: ancora il 37,8% degli italiani è convinto che i processi di automazione sempre più spinti e pervasivi determineranno un saldo negativo di posti di lavoro. Tanto da considerare l’ipotesi di Bill Gates, quella di tassare i robot nella stessa misura del lavoratore che sostituisce, una via altrettanto valida.

Davide Dattoli, partito 6 anni fa da Brescia con un progetto che pochi comprendevano, ha creato una piattaforma che oggi connette più di 2.500 persone che lavorano in digital e che, oltre agli spazi di lavoro, offre anche formazione ed eventi. Sicuramente uno specchio di ciò che sta accadendo nella nostra realtà. Perchè l'Italia non deve essere vista solo come uno dei Paesi con più ritardo digitale in Europa: «All’interno di Talent Garden, oggi, ci sono aziende che nascono e hanno successo (anche innovando i settori più tradizionali dell’economia italiana), grandi corporate che si aprono al cambiamento e giovani studenti che si formano guardando alle professioni più richieste dal mercato del lavoro - ci racconta Davide -. Paura del domani? Assolutamente no. Ho una visione molto positiva del futuro. Saremo sempre più in grado di collaborare con le macchine dedicando le nostre energie ad attività con maggiore valore aggiunto».

Un ecosistema positivo e dove essere ottimisti. Dove respirare aria buona e contaminarsi di innovazione. «E’ quello che facciamo tutti i giorni - conclude Davide -. Lavoriamo per rendere i nostri sogni realtà».